Mentre il partito rossobruno di Wagenknecht si offre all’AfD nei Land orientale, l’ex cancelliera sfrutta lo svelamento del suo ritratto per la cancelleria come un’ulteriore occasione per il proprio posizionamento politico in un panorama ormai dominato dall’estrema destra
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Angela Merkel ha trovato il suo ritrattista. Non sembra esattamente una breaking news, ed effettivamente trova un gran risalto principalmente sulla Zeit, che ha dedicato a questa vicenda la sua storia d’apertura. Si tratta ovviamente di un racconto concordato, qualche esperto di comunicazione arriverebbe a dire “spinnato”: Merkel esce come un’ex capa di governo pacificata con il suo ruolo attuale di grande saggia – spesso l’ex cancelliera sottolinea di venir interpellata da protagonisti della politica contemporanea, è appena stata invita all’inaugurazione della Obama foundation a Chicago – ma anche pronta a tornare in campo se necessario, nonostante a parole non esiti a negare. «È strano quando si diventa progressivamente parte della storia» dice Merkel al settimanale. La Zeit insiste particolarmente sull’improbabile coppia che rappresentano l’ex cancelliera e il suo ritrattista, il ventottenne Jérémie Queyras, franco-tedesco con origini canadesi: altra generazione, altra fase della vita. Eppure, l’incontro ha prodotto un’intesa formidabile, consolidata nei mesi in cui Queyras ha seguito il suo soggetto per comprenderlo meglio.
La scelta del ritrattista per Merkel non è una formalità. L’abitudine di lasciare una rappresentazione di sé in cancelleria ha appassionato i cancellieri in misura minore o maggiore a seconda delle indoli, ma Merkel ha usato l’occasione per dimostrare la sua passione – che fino a questo momento non era emersa nemmeno nella sua corposa autobiografia – per l’arte contemporanea. Motivo per cui si è presa parecchio tempo per la scelta dell’artista che l’avrebbe rappresentata e ha voluto che anche la realizzazione non avvenisse in fretta e furia. Ora il ritratto è pronto e sarà svelato martedì 30 giugno, pronto a offrire una nuova immagine di Merkel, una sfaccettatura che non sia ancora stata catturata dalle migliaia di fotografie che le sono state scattate. Con una particolarità aggiuntiva: il dipinto, realizzato dall’ex cancelliera con denaro proprio, è di proprietà di Merkel e sarà svelato in un museo pubblico. In cancelleria finirà come prestito, in modo che possa essere ritirato nel momento in cui dovesse entrarvi un rappresentante dell’estrema destra.
Una possibilità che, visto l’andazzo nei Land orientali e nei sondaggi nazionali, non sembra più così lontano. A maggior ragione dopo l’ultima mossa del BSW: la formazione rossobruna dell’ex capa della Linke Sahra Wagenknecht ha spedito una lettera ad AfD in cui allo stesso tempo si sottolinea con enfasi la distanza dai neonazisti che hanno a che fare con i colleghi di Alice Weidel e si sottolineano i tratti comuni tra i due partiti all’estremità dell’arco parlamentare. Si potrebbe pensare a un palco comune, propongono i vertici del BSW, in cui confrontarsi sui temi a proposito dei quali ci sono divergenze e trovare sovrapposizioni “contro” i partiti tradizionali che terrebbero ai margini queste due formazioni rivoluzionarie.
«Due donne che riempiono piazze»: il piano di Wagenknecht serve anche per uscire dall’angolo in cui il BSW rischia di finire qualora non si mostrasse decisivo nelle due prossime elezioni regionali. Per fare un passo fuori dal cono d’ombra agganciare la rivale di destra al contempo alleata populista per i rossobruni sembra una strategia concreta, addirittura con la disponibilità a lavorare a momenti alterni con un governo tecnico che di volta in volta approvi i provvedimenti con maggioranze variabili.
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