L’autunno sarà caldo anche in Europa e il governo italiano sembra esserne più consapevole dei partiti distratti dalla campagna elettorale.

L’agenda delle ultime settimane dell’esecutivo di Mario Draghi sarà fitta di appuntamenti europei di cruciale importanza per i prezzi dell’energia e per i margini di intervento fiscale del nuovo esecutivo che sostituirà Draghi.

Nell’Eurogruppo di ieri i ministri europei hanno chiesto di estendere la sospensione delle regole sugli aiuti di stato. Nei giorni scorsi, i governi aveva tentato di far ricadere il compito di aiutare le utilities per l’energia in capo alla Banca centrale europea. La presidente Christine Lagarde a margine del vertice tra i ministri delle finanze si è ritrovata al solito a richiamare i governi ai loro compiti, le politiche fiscali, e a sottolineare i limiti di quelli della Bce: «Noi aiuteremo le banche, i governi diano liquidità alle utilities energetiche».
 

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Si apre quindi ora ufficialmente lo spazio per interventi diretti in aiuto alle imprese e una nuova finestra di spesa per il cosiddetto «debito buono», quello che l’Unione europea ha sostenuto anche durante la pandemia. Bisognerà capire se l’Unione vorrà fare un nuovo salto di qualità con meccanismi comuni o se gli interventi saranno in capo ai singoli bilanci degli stati.

Nel frattempo è stata rinviata a ottobre anche la decisione sul tetto al prezzo del gas. La proposta italiana sta raccogliendo consensi, ma non abbastanza al momento e per un accordo - sempre se ci si arriverà - ci vorrà tempo. E infine sempre nel mese di ottobre la Commissione europea è pronta a presentare la sua proposta sulla riforma del patto di stabilità, la cui pubblicazione è stata rinviata da giugno a ottobre con l’obiettivo di presentare un testo che possa essere più in linea con la maggioranza dei governi.

Draghi a Praga

L’Italia in tutto questo sarà alle prese con la formazione del nuovo parlamento - con regolamenti parlamentari da aggiustare - e con le consultazioni del capo dello stato e le trattative tra i partiti per il nuovo governo. A nemmeno una settimana dal voto, a inizio ottobre, si riuniranno i ministri dell’Economia e delle finanze . Il sei e sette ottobre, poi, a Praga, i capi di stato e di governo sono attesi per un incontro “informale”, in cui si spera di varare l’accordo al tetto esteso al prezzo del gas. In queste date dovrebbe essere ancora il governo uscente a presenziare, di certo Draghi sarà a Praga per cercare di chiudere l’intesa su una proposta su cui insiste da mesi.

Seguirà, poi, a stretto giro, l’11 e 12 ottobre, un’altra riunione informale dei ministri dell’Energia.

Il Consiglio europeo del 20 e 21 ottobre, invece, potrebbe essere l’ultimo dell’ex banchiere centrale o il primo del nuovo governo, presumibilmente di centrodestra, stando agli attuali sondaggi, il saluto di Draghi agli altri capi di governo o l’ingresso di un nuovo premier o una nuova premier come Giorgia Meloni tra i leader Ue.

A quel punto la proposta di riforma delle regole di bilancio, cruciali per la gestione del nostro debito e dei margini di investimento, dovrebbe essere già sul tavolo, e da lì potrebbero avviarsi discussioni destinate a prolungarsi per mesi. La linea della fermezza di Draghi sullo scostamento di bilancio, paradossalmente, potrebbe essere il miglior e forse l’unico biglietto da visita che Meloni potrebbe sfoggiare.

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