Il governatore Panetta nella relazione che accompagna la presentazione del bilancio della Banca d’Italia lancia l’allarme sui rischi derivanti dai conflitti in corso, che possono devastare i fragili equilibri europei e italiani che si erano appena reimpostati. Un avvertimento a Meloni: «Gli effetti dureranno ben oltre la fine del conflitto»
Molto più che un avviso ai naviganti: la relazione del governatore di Bankitalia all’indirizzo dell’assemblea dei partecipante nel giorno dell’approvazione del bilancio contiene passaggi parecchio duri. Anche nei confronti di quel governo nei confronti del quale Fabio Panetta dovrebbe essere bendisposto.
Nel testo letto dal governatore si tocca ovviamente l’aumento delle tensioni geopolitiche, ma non mancano le stoccate nei confronti degli alleati di Giorgia Meloni. Uno su tutti, Donald Trump, che con i suoi dazi ha sconquassato gli equilibri economici mondiali.
A inizio anno c’erano poi anche degli aspetti positivi nel quadro generale: il Pil e il commercio in crescita oltre le previsioni, il buon andamento degli investimenti legati all’intelligenza artificiale, la discesa dell’inflazione. I buoni presupposti si sono però rapidamente deteriorati e le prospettive sono tutt’altro che rosee, soprattutto per quanto riguarda il conflitto con l’Iran.
«Anche in caso di una rapida cessazione delle ostilità, il ritorno a condizioni ordinate nel mercato dell’energia richiederebbe tempi non brevi» ha detto Panetta, che evoca il forte aumento dei prezzi del gas e del petrolio, «con un conseguente indebolimento delle prospettive di crescita e nuove pressioni inflazionistiche». Insomma, anche se la guerra dovesse terminare domani, gli effetti economici dureranno ancora parecchio.
Inflazione e costi dell’energia
Il conflitto ha effetti nefasti anche sugli equilibri monetari, in progressivo miglioramento dopo le turbolenze provocate dal Covid, tanto che il bilancio della Bce si stava progressivamente sgravando dei titoli di stato e della liquidità in eccesso. Fatti del passato, soprattutto per quanto riguarda l’inflazione, già esplosa in Germania secondo le rilevazioni dei giorni scorsi: «I mercati finanziari hanno reagito con un aumento dei rendimenti e dei premi per il rischio, un calo dei corsi azionari e un indebolimento dell’euro. Le aspettative di breve termine sull’inflazione e sui tassi ufficiali sono state riviste al rialzo» spiega ancora Panetta.
Il rischio più grande è sul prezzo delle materie prime. «Significativi rincari potrebbero derivare da danni alle infrastrutture energetiche; inoltre, eventuali interruzioni delle catene globali del valore potrebbero tradursi in aumenti dei prezzi dei beni intermedi, accentuando le pressioni sui prezzi al consumo» ha detto.
La raccomandazione del governatore all’esecutivo è quella di tenere d’occhio i salari. Un auspicio ambizioso, considerato che il governo si sta barcamenando tra lo sconto alle accise e il decisivo incontro di mercoledì del ministro per le Imprese Adolfo Urso con gli imprenditori imbufaliti per il taglio degli incentivi per Transizione 5.0.
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