Il gasolio in autostrada supera i 2,2 euro al litro alla vigilia della scadenza dello sconto sulle accise di 17 centesimi al litro, che il governo intanto proroga di 24 ore: l’onere complessivo dell'intervento è di 20,8 milioni di euro
Il controesodo costerà più caro agli automobilisti italiani: il ministero delle Imprese e del Made in Italy rende noto che oggi, domenica 23 agosto, il prezzo medio dei carburanti in modalità self service lungo la rete stradale nazionale è pari a 2,010 euro al litro per la benzina e 2,130 euro al litro per il gasolio (sabato 22 la benzina era a quota 2,008 e il gasolio a 2,128). Sulla rete autostradale, invece, il prezzo medio self di oggi è di 2,087 euro al litro per la benzina e 2,203 euro al litro per il gasolio (sabato 22 sulle autostrade la benzina era a 2,085 e il gasolio a 2,200).
Domani, lunedì 24 agosto, sarebbe scaduto il taglio delle accise sul gasolio: senza lo sconto di 17 centesimi al litro il prezzo è destinato a salire ulteriormente. Il governo lo ha prorogato di un giorno con un decreto del ministro dell'economia Giancarlo Giorgetti.
Il provvedimento, «al fine di compensare le maggiori entrate dell'imposta sul valore aggiunto rispetto all'ultima previsione, derivanti dall'aumento del prezzo internazionale» fissa «per il periodo dal 25 agosto 2026 al 26 agosto 2026, l'aliquota di accisa sugli oli da gas o gasolio, usato come carburante» nella misura di 532,90 euro per mille litri che corrsponde ad uno sconto di 17 centesimi al litro. L'onere complessivo dell'intervento è di 20,8 milioni di euro.
Ieri il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti – insieme ai colleghi di Germania, Austria, Polonia, Portogallo e Spagna – ha inviato una lettera al titolare delle Finanze irlandese che presiede l’Ecofin, in cui chiede di portare il tema della tassazione degli extra profitti delle compagnie energetiche alla riunione dei ministri economici Ue prevista a metà settembre a Dublino.
Oggi Elly Schlein assume l’iniziativa: «Quella di ieri è la seconda lettera che Giorgetti firma insieme ad altri ministri europei per tassare gli extra profitti delle società energetiche. In attesa che la proposta raccolga il consenso necessario a livello Ue, Meloni e Giorgetti passino dalle parole ai fatti, assumano l'iniziativa e introducano questa tassa a livello nazionale. I prezzi dei carburanti superano ormai dappertutto i 2 euro al litro e tra due giorni scade il taglio dell'accisa sul diesel. Le misure tampone non bastano più. È necessario adottare subito misure di sostegno per le famiglie e le imprese più fragili e mettere in campo una vera strategia per ridurre strutturalmente i costi dell'energia. Una tassa sugli extra profitti energetici può dare un contributo importante per finanziare questi interventi».
«Il gasolio a 2,20 euro al litro in autostrada sta costringendo molte imprese a fermare la produzione – scrive in una nota Stefano Ruvolo, Presidente di Confimprenditori – Costi di esercizio insostenibili, margini azzerati, prospettive quasi nulle: in particolare pesca e autotrasporti, dove ogni chilometro percorso costa sempre di più, rischiano il collasso. Servono provvedimenti immediati e concreti per evitare che due comparti strategici per l'economia italiana vengano messi definitivamente in ginocchio. Confimprenditori ripropone la richiesta di un tavolo tecnico per individuare soluzioni strutturali: piccoli tagli e accise mobili non risolvono il problema. Il governo continua a rimandare, mentre le imprese, nell'attesa, falliscono».
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