per una la rivoluzione neosocialista

Se anche Bigh tech ha paura dell’Ia: per proteggere i salari serve più Stato

Illustrazione di Mattia Pischedda/IED
Illustrazione di Mattia Pischedda/IED
Illustrazione di Mattia Pischedda/IED

I grandi provider di Ia, preoccupati delle conseguenze sul lavoro, propongono nuove forme di redistribuzione. Un intervento pubblico che potremmo definire “neo-socialista”. Non possiamo ignorare i rischi a cui andiamo incontro, ma allo stesso tempo occorre portare una visione all’interno di quella che pare essere soltanto una auto-assolutoria (e tutelante) operazione di ingegneria sociale.  

Che le grandi multinazionali, e più in generale le grandi concentrazioni di potere economico, abbiano bisogno dello Stato pur dichiarandosi formalmente fedeli a un modello economico liberista è ormai dimostrato da decenni di studi. Che queste stesse concentrazioni arrivino oggi a promuovere, nei fatti, un intervento pubblico che potremmo definire “neo-socialista” è invece una novità. Sembra questo lo scenario promosso dalle Big Tech che producono e diffondono sistemi di Intelligenza artificiale.