Il governo celebra i dati Istat sul mercato del lavoro di novembre. Ma i numeri, pur non smentendo i progressi, ricordano che la valutazione deve tenere insieme occupazione, disoccupazione e inattività, perché solo così si capisce se un paese sta davvero ampliando la base sociale della partecipazione, soprattutto in un paese come il nostro che soffre dualismi e criticità strutturali
Il dato che cattura subito l’attenzione, nei numeri di novembre sul mercato del lavoro, è la nuova discesa del tasso di disoccupazione che raggiunge record al ribasso. È un segnale indubbiamente positivo perché certifica una dinamica che negli ultimi anni ha visto l’Italia recuperare terreno e allontanarsi dalla condizione di “eccezione” europea che l’aveva caratterizzata nel decennio post-crisi. Eppure, è proprio questo tipo di dato che, se isolato, rischia di generare un racconto troppo consol


