A grande maggioranza l’assemblea dei soci di Rocca Salimbeni ha respinto la proposta di fusione con Mediobanca, che avrebbe comportato la successiva scissione di una parte delle attività di Piazzetta Cuccia
L'assemblea di Mps ha bocciato la proposta di fusione tra Mediobanca e il Monte dei Paschi di Siena. La delibera, per la cui approvazione sarebbero serviti i due terzi dei voti, ha raccolto il voto contrario del 63,65 per cento del capitale presente, quello favorevole del 32,91 per cento mentre gli astenuti sono stati il 3,42 per cento.
Alla luce della bocciatura della fusione di Mediobanca in Mps, non viene trattato il punto 2 della parte straordinaria che era collegato all'operazione, ossia le scissioni parziali di Mediobanca Premier a favore di Widiba e di una parte del patrimonio Mps a favore di Mediobanca Premier.
Il quadro
La fusione era il principale punto dell’ordine del giorno su cui c’era incertezza, visto che Intesa – che ha presentato un’offerta di acquisto e scambio che ormai si trova davanti una strada spianata – non l’ha indicato come dirimente per non ritirare l’offerta. C’era dunque aspettativa sull’orientamento di Delfin, primo azionista con il 17,6 per cento del capitale, che non aveva ancora preso posizione sul punto, a differenza del gruppo Caltagirone (13,5 per cento) e Norges Bank (3,5 per cento) che si erano schierate per il voto contrario. In origine, tuttavia, la famiglia Del Vecchio aveva sostenuto il piano dell’ad di Mps per conquistare Mediobanca.
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