L'esposto è contro ignoti, ma è chiaro che i dipendenti fanno riferimento alle presunte irregolarità nella modalità di procedere della banca di piazza Gae Aulenti. L’offerta pubblica di scambio scade martedì prossimo, nel frattempo la banca guidata da Orcel raccoglie adesioni per l’11,86 per cento
Non c’è tregua nella maratona che è diventata la scalata di Unicredit a Commerzbank. Il consiglio di fabbrica della banca tedesca ha infatti reso nota l’intenzione di denunciare penalmente per sospetta manipolazione di mercato contro ignoti. Gli ignoti accusati di aggiotaggio (che anche in Germania è un reato), evidentemente, sono i vertici di Unicredit. Per il consiglio di fabbrica, infatti, Unicredit avrebbe diffuso notizie fuorvianti nell’ambito della presentazione della propria offerta pubblica di scambio.
La notizia fa il paio con gli esposti presentati alla Bafin, la Consob tedesca, e alle dichiarazioni dei giorni scorsi di un portavoce della banca. Commerzbank aveva confermato pubblicamente che in base alla ricognizione che aveva lanciato la banca sull’operazione, ad aderire all’offerta a sconto di Unicredit sarebbero stati soltanto interlocutori della banca di piazza Gae Aulenti.
Secondo le ultime informazioni diffuse da Unicredit, intano, l’offerta avrebbe già garantito a Andrea Orcel e i suoi l’11,86 per cento delle azioni. L’offerta resta in essere fino al 16 giugno e può essere prolungata fino al 3 luglio: c’è dunque da aspettarsi, almeno stando a precedenti simili, che le adesioni raggiungano il picco in prossimità della data di scadenza dell’Ops.
«Come molti dipendenti di Commerzbank ho il sospetto che si stia ingannando di proposito il mercato» dice all’Handelsblatt Sascha Uebel, il capo del consiglio di fabbrica. «Si cerca di dare l’impressione che la scalata sia praticamente cosa fatta, ma non è la verità» continua il sindacalista.
La replica
Come nel caso delle accuse sull’adesione all’offerta da parte di interlocutori che avrebbero benefici in caso di successo dell’offerta, Unicredit ha respinto le accuse dei tedeschi in maniera netta. «Come tutti gli altri operatori di mercato, abbiamo appreso la notizia per la prima volta oggi dalla stampa. Sebbene le motivazioni sembrino chiare, non vediamo alcuna base plausibile a sostegno di tali affermazioni» si legge in un comunicato. «Qualsiasi insinuazione - prosegue la banca - secondo cui Unicredit avrebbe volutamente confuso le categorie di informativa per gonfiare artificialmente il sostegno percepito alla propria offerta pubblica di acquisto è priva di fondamento fattuale o giuridico. Le informazioni fornite da Unicredit sono rese ai sensi e nel pieno rispetto dei requisiti della legge tedesca sul commercio di titoli e della legge tedesca sulle acquisizioni».
La banca di piazza Gae Aulenti aveva spiegato nei giorni scorsi che Commerz può sì raccomandare ai propri azionisti di non aderire all’offerta, «ma non ha diritto di attaccare l’integrità dell’offerta sollevando accuse infondate secondo cui le informazioni divulgate secondo la legge sarebbero ingannevoli o artificialmente gonfiate».
L’operazione, nelle parole di Unicredit, sta avvenendo in stretto contatto con la Bafin, autorità competente: di conseguenza, argomentano gli italiani, la Consob tedesca si sarebbe già attivata qualora ci fossero stati sospetti di azioni illegali, per esempio di un concerto tra attori coinvolti.
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