Dopo gli articoli sulle sentenze che lo hanno condannato a saldare 200mila euro di canoni non pagati, il ministro ha fatto reclamo. L’Authority lo respinge: «Informazioni di rilevanza pubblica». Le notizie, ovviamente, sono vere: «I dati riportati in atti pubblici»
«Non può ritenersi violato il principio di essenzialità dell’informazione. I dati diffusi sono riferiti a condotte tenute dall’interessato, verificabili sulla base di quanto riportato in atti pubblici, al fine di evidenziarne la contraddittorietà rispetto agli obiettivi politici perseguiti dal governo di cui è membro». L’«interessato», di cui scrive il Garante della privacy nel provvedimento che ha adottato lo scorso 23 luglio, è il ministro Guido Crosetto. Il 16 aprile 2025, davanti all’Authori