Il deputato di Avs ha denunciato un «clima d’odio» con intimidazioni rivolte anche alla propria famiglia. Richiesta per questo un’informativa urgente al ministro Piantedosi. Lo scontro politico è esploso dopo l’omicidio del militate di estrema destra Quentin Deranque
«Prenderemo a martellate i vostri figli. Vi spareremo in testa e vi faremo spappolare il cervello». Oppure: «Quel lurido maiale di tuo fratello lo appenderemo a Piazza Maggiore a Bologna a testa in giù, gli staccheremo quella testa». Queste sono alcune delle minacce arrivate negli ultimi giorni al deputato di Alleanza Verdi e Sinistra e co-portavoce di Europa Verde, Angelo Bonelli.
Si respira un clima politicamente pesante e fortemente polarizzato dopo la manifestazione di Askatasuna a Torino e l’omicidio del giovane militante di estrema destra Quentin Deranque in Francia.
«Le minacce che abbiamo ricevuto – ha commentato Bonelli – sono di una gravità inaudita. Lettere con l’immagine di mia moglie e di mia figlia, con l’indicazione dell’indirizzo di casa; messaggi rivolti anche ai nostri figli e ai nostri familiari». Il leader verde aveva già denunciato la strumentalizzazione politica degli scontri di piazza: «Hanno usato i fatti di Torino contro di noi».
Il caso
Bonelli – che nella mattinata ha letto in Aula alcune delle lettere contenenti minacce di morte a lui e alla sua famiglia – ha chiesto un’informativa urgente al ministro dell’Interno Matteo Piantedosi. «Gravissimo leggere di leader di partito che mettono il simbolo di Avs sopra l'immagine dell'efferato omicidio di Quentin», ha detto Bonelli riferendosi al post pubblicato sul social X dal vicepremier Matteo Salvini.
Il segretario del Carroccio aveva infatti accostato gli assassini di Quentin Deranque, colpito a morte da un gruppo di estrema sinistra, al partito di Fratoianni – anche lui minacciato – e Bonelli.
L’accusa mossa da Salvini, e ripresa anche da Fratelli d’Italia, riguarda infatti la presenza nei fascicoli dell’inchiesta sulla morte del giovane attivista di estrema destra a Lione di alcuni attivisti che sarebbero stati ospiti e premiati a Roma durante iniziative riconducibili ad aree del partito di Avs e di alcuni centri sociali.
La risposta
Bonelli parla di «clima di pericolo» e si rivolge direttamente al capo del Viminale: «Penso che il ministro Piantedosi dovrebbe riflettere: venire in Aula e puntare il dito contro Alleanza Verdi e Sinistra, affermando che saremmo complici della violenza, oppure consentire che alcune forze politiche associno il simbolo di Avs alle immagini di episodi di violenza di ogni tipo, ci trasforma in bersagli politici».
Poi il riferimento alla costante polarizzazione prodotta dalla dialettica del centrodestra contro i movimenti sociali e la manifestazioni di dissenso culminate nelle piazza italiane. «Noi veniamo da una stagione drammatica della storia repubblicana – ha ricordato Bonelli – quella degli anni di piombo, del terrorismo nero e rosso. Sappiamo cosa significa quando la politica imbocca la strada della delegittimazione e dell’incitamento. Proprio per questo ribadiamo con forza la nostra distanza da ogni forma di violenza».
Un clima surriscaldato anche per il continuo evocare le Brigate rosse: per esempio dopo gli scontri di piazza a Torino, in seguito al corteo per la difesa del centro sociale Askatasuna. E le Br sono state evocate anche dal ministro della Giustizia Carlo Nordio. Parole che certo non contribuiscono a distendere gli animi.
L’invito pacifista
«Lancio pertanto un appello ai giovani alla non violenza – ha detto Bonelli –. La non violenza è rivoluzionaria: disarma le menti violente e le mani dei violenti». Per poi ribadire sia al suo partito ma anche alla società civile tutta: «Non cadiamo nel tranello della violenza. Dobbiamo essere non violenti, perché l’unico strumento davvero rivoluzionario che abbiamo per cambiare pacificamente le cose è questo».
Non è la prima volta che il leader dei verdi viene minacciato: nel 2021 una grossa scritta ‘infame’ era comparsa sul suo portone di casa. Nel 2000, invece, gli bruciarono mezza casa per il lavoro di denuncia della gestione delle spiagge del litorale romano. Dieci anni fa, invece, un gruppo di persone lasciò sullo zerbino della sua abitazione uno scatola contenete gli organi di un animale.
Fino ad arrivare a queste ultime intimidazioni che però prendono di mira anche la famiglia del deputato. «Questa – ha denunciato Bonelli in Aula sventolando la copia delle lettere di minaccia – è arrivata a mia sorella. Cosa c’entra mia sorella?».
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