«Mi piace regalare libertà», diceva sempre l’avvocata Aurora D’Agostino. Non un motto, ma un’indole, una postura sempre insita nelle pratiche dell’avvocata penalista e co-presidente nazionale dei Giuristi Democratici, che si è spenta stamane, martedì 21 luglio, intorno al figlio Luca e alle sue persone care, nel giorno del suo 66esimo compleanno.

Paladina di ogni battaglia per i diritti

«Oggi Padova e il mondo intero perdono una grande donna. Se penso a un significato della parola “combattente”, penso a lei – scrive Luca Casarini – Determinata come chi ha impressa nel cuore una missione, stare dalla parte degli ultimi, di quelli che il potere o la vita, in ogni tempo e in ogni epoca, mettono alla sbarra, dalla parte del torto. Ognuna delle migliaia e migliaia delle persone che hai difeso, per cui ti sei battuta in mille tribunali rinunciando a soldi e carriera, può raccontare».

Aurora D’Agostino, a Padova, la conoscevano tutti. Dalle aule di tribunale alle piazze, era una spina nel fianco costante per il potere, in ogni sua forma. Da sempre avvocata dei movimenti e dei centri sociali, che la ricordano non solo come legale, ma anche come «la compagna di una vita». Sindacaliste e sindacalisti del sindacato Adl Cobas, in poche parole, raccontano bene la sua vita politica: «Da sempre militante del movimento, ha attraversato con passione e determinazione la storia politica cittadina, usando il diritto come uno strumento di lotta e liberazione dei corpi dalle maglie del sistema penale, dei confini e della violenza patriarcale. In tanti e tante in queste ore stanno ricordando i molti ambiti della sua militanza politica: dalle aule dei tribunali a Radio Sherwood, dalla difesa degli e delle attiviste alla presenza in consiglio comunale, dall’internazionalismo alla difesa dei/lle richiedenti asilo e delle donne vittime di violenza, dalla lotta per la casa a quelle ambientali».

Una vita di chi, come ricordano in un comunicato congiunto attivisti e attiviste del Centro sociale Pedro e Radio Sherwood, «ha scelto di mettere la propria competenza, determinazione e profonda sensibilità al servizio di chi lottava per i diritti, le libertà e la giustizia, interpretando il diritto come uno strumento di tutela, di difesa e di emancipazione».

Il suo impegno politico e sociale, dentro e fuori le aule di tribunale, «ha lasciato un segno importante e rappresenta un'eredità preziosa per tutte e tutti coloro che hanno condiviso con lei percorsi di lotta».

«Amica, compagna, militante in Coalizione Civica sin dall’inizio – scrivono i compagni e le compagne di Coalizione – coordinatrice del Comitato di Garanzia, anima di importanti discussioni, sempre presente e sempre accanto a tutte e tutti nelle battaglie e nei progetti. Una dolorosa e tremenda perdita, umana e politica».

Un vuoto incolmabile

«Non ci sono parole per ricordare chi è stata Aurora, sempre dalla parte dei più deboli e dei meno tutelati, sempre pronta a partire per missioni di osservazione nei processi all’estero a carico di avvocati e oppositori dei regimi totalitari, ma sempre presente nei processi in Italia, a fianco dei giovani che si battono per un cambiamento della società, delle donne vittime di violenza, dei disadattati, dei disobbedienti».

Così la ricorda Roberto Lamacchia, presidente di Giuristi Democratici. Una donna da sempre libera e coraggiosa, ancor prima che un’avvocata. Il desiderio di D’Agostino è sempre stato quello che tutte e tutti potessero vivere una vita libera da soprusi, ingiustizie e violenze. Proprio per questo, negli ultimi anni, è stata anche la legale del Centro veneto progetti donna, il centro antiviolenza di Padova. Il suo impegno caparbio e irriducibile per la lotta alla violenza contro le donne e di genere, come testimoniano anche le sue parole e riflessioni sul nostro giornale, era messo a disposizione di tutte le operatrici dei centri femministi e di tutte le donne e le persone queer che negli anni hanno attraversato il centro antiviolenza di Padova. Le operatrici la ricordano con dolore e amore: «Ciao Aurora. Avvocata, amica, combattente, sorella. Eri sempre al nostro fianco nelle battaglie, nei processi per femminicidio e nelle manifestazioni contro leggi ingiuste, come quella sulla violenza sessuale».

«Era tosta e la giustizia era per te il tuo stile di vita, non solo una professione – ricordano le colleghe – Nelle nostre chiacchierate non mancava mai un pensiero al tuo adorato figlio Luca, quanto ne eri orgogliosa, ai tuoi cani e al tuo giardino. E poi la preoccupazione per le guerre, i popoli oppressi e le politiche fasciste. E la tua amata Catania, le tue origini e i tuoi affetti, i luoghi a te cari che volevi farci conoscere».

Riavvolgere il tempo e raccontare in una sola istantanea chi sia stata Aurora D’Agostino è un’impresa titanica. Ma, come raccontano le tantissime persone che hanno voluto dedicarle i propri pensieri e la propria gratitudine, è anche un grande esercizio d’amore, affetto e stima, che prova a restituire almeno una parte della grandezza umana, professionale e militante di una professionista che ha cambiato la vita a tantissime persone. Una riconoscenza imperitura, come ricordano dal Tpo di Bologna: «Sono più di 30 anni che percorriamo le stesse strade, nessun comunicato potrà mai raccontare gioie e le difficoltà che abbiamo vissuto insieme».

Oltre al dolore e alla memoria, c'è un abbraccio collettivo che diventa voce: «Ciao Aurora, disubbidiente per sempre».

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