La Terza Commissione del Csm ha deliberato il ricollocamento in ruolo, su sua domanda, dell'ex capa di gabinetto del ministero della Giustizia Giusi Bartolozzi, nella stessa posizione presso la Corte di appello di Roma che ricopriva precedentemente. La delibera sul ricollocamento, in pianta organica flessibile, sarà portata in plenum, per il passaggio finale a Palazzo Bachelet.

Bartolozzi si era dimessa lo scorso 24 marzo, all'indomani del risultato del referendum sulla riforma della giustizia con la vittoria del no. E attualmente  è indagata a Roma per false informazioni al pubblico ministero nell'ambito dell'inchiesta sul caso Almasri. Nelle scorse settimane, quando era ancora capa di gabinetto, aveva chiesto la trasmissione degli atti alla procura di Perugia per competenza e la sua richiesta era stata respinta. Intanto domani la Camera sarà chiamata a dare il via libera alla decisione dell'Ufficio di presidenza di sollevare il conflitto di attribuzione davanti alla Corte costituzionale nei confronti della procura di Roma, ritenendo che debba essere il Tribunale dei ministri ad esaminare la posizione di Bartolozzi. Se l’Aula voterà sì, il procedimento a Roma, per la quale è stato chiesto il rinvio a giudizio della magistrata, verrà sospeso in attesa della decisione della Consulta. 

Intanto proprio in riferimento al voto di domani, il parlamentare del Pd Andrea Casu ha sollevato una polemica. «Sarebbe grave – ha detto –  se, proprio nel giorno in cui la Camera sarà chiamata a votare lo scudo parlamentare per Giusi Bartolozzi, le opposizioni si trovassero decimate a causa delle sospensioni. Domani, infatti, le opposizioni si troveranno con dieci parlamentari in meno impossibilitati a partecipare ai lavori dell'aula per effetto dei provvedimenti disciplinari ingiusti e sproporzionati adottati nei giorni scorsi. Domani non ci saranno, perché colpiti da sospensioni
Bakkali, Auriemma, Boldrini, Caso, Mari, Cuperlo, De Maria, Ferrara
Fratoianni e Lomuti (che avevamo impedito lo svolgimento di un’iniziativa neofascista alla Camera, ndr) – spiegato Casu -. Una situazione che rischia di incidere su votazioni considerate particolarmente rilevanti, proprio mentre l'Aula è chiamata a esprimersi su un provvedimento delicato come lo scudo parlamentare».

«Questa concomitanza sollevi un tema di equilibrio e correttezza del confronto democratico, evidenziando alla Presidenza della Camera una forte preoccupazione per le possibili ricadute sulla piena agibilità parlamentare e sulla credibilità delle istituzioni», ha concluso ancora il deputato del Pd.

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