A darne notizia è il segretario generale della UILPA Polizia Penitenziaria Gennarino De Fazio. Nella casa circondariale di Padova ci sono 670 detenuti a fronte di 432 posti disponibili, con un sovraffollamento del 155 per cento
«Un giovane detenuto è morto suicida ieri sera impiccandosi nel bagno della sua nella casa di reclusione di Padova. Dopo quello di mercoledì mattina, si tratta del secondo recluso in 36 ore che si toglie la vita nel penitenziario di Via Due Palazzi». A darne notizia è Gennarino De Fazio, segretario generale della UILPA Polizia Penitenziaria.
Al momento non si conosco altri dettagli sula dinamica del suicidio e sull’identità della vittima. In ogni caso «sono elementi che non mutano la sostanza del problema fatto di carcere malsane, disfunzionali, sovraffollate, criminogene e, in una parola, illegali», prosegue il sindacalista.
Nella casa circondariale di Padova ci sono 670 detenuti a fronte di 432 posti disponibili, con un sovraffollamento del 155 per cento. Mentre gli agenti della polizia penitenziaria assegnati sono solo 310, circa il trenta per cento in meno di quanti ne servirebbero (445).
«Tutto ciò si inserisce in un contesto nazionale nel quale i reclusi sfiorano ormai quota 64mila, mentre i posti disponibili, al di là dei proclami governativi e del commissario straordinario all'edilizia penitenziaria, si attestano a 46.063 e sono in costante diminuzione a causa della vetustà delle strutture e dell'insufficiente manutenzione, nonché delle azioni violente di detenuti che spesso devastano le celle per ritrosia al rispetto delle regole penitenziarie, ma non di rado per la disperazione generata dal sistema», denuncia De Fazio.
«Allo stesso modo – prosegue – anche gli agenti, nel ruolo di base, continuano a diminuire e, in un anno, si sono ridotti di 243, mentre al fabbisogno complessivo della Polizia penitenziaria mancano 20mila unità. Servono subito misure concretamente deflattive della densità detentiva, per potenziare gli organici della Polizia penitenziaria, senza peraltro rinunciare all'indispensabile formazione, ammodernare e manutenere le strutture, implementare le tecnologie, garantire l'assistenza sanitaria, specie ai malati di mente, e avviare riforme strutturali».
Nel 2025 si sono suicidati in carcere ben 78 detenuti e quattro agenti. In questo primo mese del 2026 si contano già cinque suicidi.
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