«Gli uomini politici non devono soltanto essere onesti, ma apparire onesti», aveva detto il giudice ucciso da Cosa Nostra nel 1989. Un discorso che oggi sembra essere contraddetto dalle dichiarazioni della premier Meloni sulla vicenda che ha travolto il numero due di via Arenula
Sorridente e tronfio abbracciato all’imprenditore devoto a uno dei clan più potenti di Roma. Sorridente e tronfio all’interno del ristorante del prestanome dei mafiosi, oggi in carcere e indagato per riciclaggio e intestazione fittizia di beni con la figlia. Avviso di garanzia o no, a Paolo Borsellino sarebbe bastata la foto raffigurante il sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro Delle Vedove e il condannato per mafia in via definitiva Mauro Caroccia per non parlare di «leggerezza». Al c


