Domani aveva pubblicato le parole di Giancarlo Vestiti, considerato referente del clan Senese a Milano, che al telefono parlando con un avvocato diceva dell’assessore regionale e germano della seconda carica dello Stato: «Lo conosco bene, ci mangio». L’assessore, in consiglio regionale, ha replicato: «Questi personaggi malavitosi li conosco come li può conoscere Majorino»
«L'ho già detto e ribadisco: sono, per quel che mi riguarda, delle grandissime falsità, non ho mai conosciuto questo personaggio». Così Romano La Russa, assessore alla Sicurezza della regione Lombardia, è intervenuto in consiglio regionale, parlando delle intercettazioni riportate dal nostro quotidiano nelle quali Giancarlo Vestiti, considerato il boss del clan Senese al Nord, parlava di lui. «lo conosco bene perché con Romano ci esco insieme a mangiare», diceva, nel maggio 2020, il padrino. Parlava al telefono con un amico, l’avvocato Mario Marino, estraneo all’indagine, storico esponente della destra estrema del capoluogo lombardo, che vanta rapporti con le alte sfere di Fratelli d’Italia sul territorio.
Condividono la fede politica e a destra vogliono fare strada piazzando uomini (un medico non indagato, Ignazio Ceraulo) e orientando carriere. Domani aveva già raccolto la replica dell’assessore: «Non lo conosco nel modo più assoluto. Non so di chi stia parlando. Poi con la vita che facciamo uno può incontrare chiunque, ma escludo che io sia andato a pranzo a cena con questo signore».
Oggi ha replicato in consiglio regionale: «Questi personaggi malavitosi li conosco come li può conoscere Majorino, Rozza o Pollini, né più né meno, li conosco un pochino meno di quanto li conoscete voi…», rivolgendosi ai consiglieri di minoranza. che hanno reagito verbalmente alla provocazione. A quel punto La Russa ha specificato che «può capitare a tutti di incontrare e stringere la mano a qualcuno durante manifestazioni politiche, ma non è che posso chiedere ogni volta il certificato penale».
L'assessore ha sottolineato che «se ci saranno ancora notizie di questo tipo sarò velocissimo nel querelare chiunque le metta in giro». Poi è arrivato l’attacco a Domani: «Un giornaletto satirico politico».
«Non stiamo accusando nessuno perché non siamo un tribunale ma leggiamo quello che viene scritto sui mezzi di informazione - ha replicato il capogruppo del Pd Pierfrancesco Majorino -. Tra l'altro invito gli esponenti di FdI a fare meno gli spiritosi e ad affrontare il tema con meno leggerezza perché in questi mesi sono stati riportati dalla stampa più episodi, di cui uno che ha portato alle dimissioni del sottosegretario Delmastro, che hanno riguardato la relazione tra esponenti di FdI ed esponenti della criminalità organizzata».
Il consigliere dem ha concluso così: «Sarebbe interessante comprendere se lei ha provveduto a querelare le persone che l'hanno chiamata in causa, a oggi non mi risulta che abbia querelato nessuno».
© Riproduzione riservata

