«Dalla cartellina clinica di Domenico che ci ha inviato il Monaldi manca il diario di perfusione, ossia il tracciato della circolazione extracorporea che dimostrerebbe il momento esatto in cui al bambino è stato tolto il suo cuore, prima di impiantare quello danneggiato». 

Le parole sono dell’avvocato Francesco Petruzzi, difensore della famiglia del piccolo morto ieri a seguito del trapianto col cuore “bruciato”. «Domani – continua il legale – torno in procura per segnalare l'anomalia e chiedere a loro che acquisiscano questo documento, se già non l'hanno fatto».

Intanto questa mattina i carabinieri del Nas sono tornati nell’ospedale partenopeo per raccogliere elementi utili all’accertamento di fatti e responsabilità. Proseguono così le attività investigative nell'ambito dell'inchiesta condotta dalla procura (con l'aggiunto Ricci e il sostituto Tittaferrante) dopo aver proceduto ieri alla notifica degli avvisi di garanzia ai sei sanitari indagati, con il sequestro dei loro cellulari.

Intanto, non è stata ancora fissata la data dei funerali del piccolo Domenico. Il rito funebre, come si apprende da fonti della Curia arcivescovile di Nola, dovrebbe comunque tenersi nella chiesa cattedrale. La parrocchia della famiglia del piccolo è quella di Santa Maria della Stella, non lontano da via Circumvallazione, dove nei giorni scorsi c'è stato anche un momento di preghiera.
La scelta della chiesa cattedrale, che sorge di fronte al palazzo Municipale, è dettata da diverse ragioni, tra cui la maggiore capienza e come segno di partecipazione al lutto dell'intera comunità. Nella giornata di domani il sindaco Andrea Ruggiero si recherà dalla mamma di Domenico, Patrizia, che oggi - distrutta dal dolore e da giorni di profonda tensione - è rimasta in casa. La mamma del piccolo ha espresso il desiderio di dar vita ad una vita ad una fondazione intitolata a suo figlio. Il Comune già si è attivato per valutare modalità di sostegno alla richiesta.
La famiglia di Domenico è originaria di Taurano, un centro del Vallo di Lauro, distante pochi chilometri da Nola. Ma la mamma ed il piccolo del papà, come raccontano alcuni commercianti di via Circumvallazione, subito dopo il trasferimento si sono fatti «ben volere da tutti». 
Alcuni esercenti hanno fatto stampare anche dei manifesti di partecipazione al lutto: «Abbiamo seguito con apprensione la vicenda. In questi due mesi Domenico è diventato un figlio nostro. Non lo dimenticheremo neanche quando la stampa calerà i riflettori su questa dolorosa vicenda».

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