Il politico di Fdi era stato condannato in primo grado a otto mesi per rivelazione di segreto nell’ambito del caso riguardante l’anarchico detenuto al 41 bis. La procura generale ne chiede l’assoluzione
Circondato dagli uomini della scorta, l’ormai ex sottosegretario alla Giustizia, Andrea Delmastro Delle Vedove, è arrivato davanti alla terza sezione della Corte d’appello di Roma. Oggi è in programma l’udienza in cui si confermerà o ribalterà la sentenza di primo grado con cui il potente meloniano è stato condannato a 8 mesi per rivelazione di segreto nell’ambito della vicenda Cospito. Il verdetto è slittato al 20 maggio.
Puntuale davanti all’aula capitolina, Delmastro non ha risposto alle domande di Domani sulla vicenda che lo coinvolge e riguarda i suoi affari con la figlia del prestanome dei Senese, Miriam Caroccia, oggi indagata insieme al padre Mauro per riciclaggio e intestazione fittizia di beni. «Vuole commentare la vicenda? Cosa dirà ai pm quando la sentiranno, da non indagato, nell’ambito dell’inchiesta sui suoi ex soci?».
Il parlamentare di Fratelli d’Italia non ha risposto a questo giornale. Si è limitato a ridere. Poi si è allontanato in attesa dell’inizio della sua udienza, tra cinque ulteriori giudizi. «I tempi della giustizia», ha commentato qualcuno dal suo entourage. Tra gli avvocati presenti anche il difensore del meloniano, Giuseppe Valentino.
Il processo per rivelazione nasce, invece, dalla diffusione del contenuto di documenti sul caso dell'anarchico Alfredo Cospito, rinchiuso al 41bis nel carcere di Sassari, all’amico deputato, Giovanni Donzelli, che poi aveva pensato bene di utilizzarli in aula per attaccare l’opposizione. Le parti civili, dunque i parlamentari che erano stati attaccati in aula, non erano presenti all'udienza, nel corso della quale la procura generale ha chiesto l’assoluzione di Delmastro (come accaduto in primo grado).
«Era inevitabile questa richiesta - ha commentato l'avvocato Giuseppe Valentino, difensore di Delmastro -. Io vorrei capire quale segreto sia stato divulgato, quale anomalia vi sia stata.
Non erano atti classificati, non c'era nulla che potesse giustificare tutto ciò che è accaduto finora. Quindi io mi auguro vivamente che si faccia una lettura organica e coerente con la sostanzialità di questo processo e siamo in attesa della sentenza fiduciosi».
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