Aggiornamento delle 20.40 – Putin ha firmato il riconoscimento dell’indipendenza delle repubbliche separatiste ucraine di Donetsk e Luhansk.


Aggiornamento delle 19.50 – Putin sta parlando in diretta televisiva.


Il presidente russo Vladimir Putin ha annunciato che oggi deciderà se accogliere la richiesta di riconoscimento dei separatisti filorussi che occupano le regioni di Donetsk e Luhansk, nell’Ucraina orientale.

Secondo l’agenzia di stato russa Tass, Putin avrebbe confermato la decisione del riconoscimento in una telefonata con il presidente francese Emmanuel Macron e poi con il cancelliere tedesco Olad Scholz. Tra poco è atteso un discorso di Putin in televisione. Unione Europea e Stati Uniti hanno promesso una «forte reazione» in caso di riconoscimento delle due repubbliche filorusse. Le Nazioni Unite hanno chiesto ai contendenti di evitare qualsiasi «azione unilaterale» che metta a rischio «l’integrità territoriale» dell’Ucraina.

In risposta alla decisione di Putin, il presidente ucraino Volodymir Zelensky  ha convocato un incontro del consiglio di sicurezza. Secondo le forze armate del paese, due militari e un civile sono stati uccisi in un bombardamento al confine con la repubblica autonoma di Donetsk. Anche il presidente francese Macron ha convocato il suo consiglio di sicurezza.

In una riunione a Mosca con il consiglio di sicurezza della Federazione russa, i più stretti consiglieri avevano suggerito a Putin di accogliere la richiesta. Per il ministro degli Esteri Sergej Lavrov il riconoscimento delle repubbliche separatiste è «l'unica via possibile». Durante l’incontro, trasmesso in diretta dalla televisione russa, Putin aveva detto che una decisione finale non è ancora stata presa.

La segretaria generale dell'Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (Osce), Helga Schmid, ha annunciato un incontro d'emergenza sull'Ucraina.

Di Maio a Bruxelles

L’ambasciata italiana a Kiev «in queste giornate e in queste ore sta effettuando diverse prove di evacuazione del personale. Cosa ancor più importante, sta chiedendo a tutti gli italiani in Ucraina di lasciare il paese», ha fatto sapere il ministro degli Esteri Luigi Di Maio a margine dell’incontro coi suoi omologhi a Bruxelles, per il consiglio Ue. «Ma voglio ribadire quanto ho ribadito ai miei colleghi europei qui al consiglio: l’ambasciata resta aperta e pienamente operativa, perché crediamo nella diplomazia e vogliamo dare un chiaro segnale di vicinanza al popolo ucraino». 

L’epicentro del Donbass

Mentre il portavoce del Cremlino continua a definire «infondata» la versione di Washington di una invasione imminente dell’Ucraina, intanto i separatisti chiamano alle armi. 

La tensione tra separatisti e governo ucraino si vede anche dallo scambio di accuse: «L’Ucraina conduce massicci bombardamenti nel nostro territorio», dice il leader dell’autoproclamata repubblica popolare di Donetsk. Che al contempo convoca «gli uomini in grado di abbracciare le armi». Intanto Kiev nega di aver colpito le guardie di frontiera russe a Rostov.

I canali diplomatici

I leader europei tentato di mantenere aperti i canali diplomatici. Dopo la telefonata di stanotte tra Macron e Putin, il cancelliere tedesco Olaf Scholz fa sapere che sentirà il presidente russo per telefono in giornata.

Il presidente degli Stati Uniti Joe Biden ha fatto sapere di essere disposto a incontrare Vladimir Putin se la Russia non invaderà l’Ucraina. Pochi minuti dopo, però, il presidente russo ha fatto sapere che un incontro sarebbe «prematuro».

A cercare di organizzare il vertice è stato il presidente francese Emmanuel Macron, che ha telefonato a Biden e due volte a Putin, parlando con i leader per oltre due ore.

La Casa Bianca ha fatto sapere che Biden è disponibile «in principio» ad incontrare Putin e in un comunicato ha ricordato che la Russia continua a mantenere truppe lungo il confine ucraino. Se ci sarà un attacco, ha ricordato Biden, gli Stati Uniti reagiranno duramente.

Nonostante la tensione crescente lungo il confine e nelle aree di territorio ucraino controllate dai ribelli filo russi, che hanno forzatamente evacuato migliaia di abitanti, per il momento non sono avvenuti gravi incidenti.

Soltanto ieri, l’amministrazione americana aveva detto di avere le prove che l’ordine di invadere l’Ucraina era stato dato alle truppe russe. È la seconda volta in pochi giorni che l’intelligence americana afferma di avere le prove di un ordine simile, ma nessun ulteriore dettaglio è stato diffuso per tutelare il sistema di raccolta informazioni.

Circa 150mila soldati russi si trovano lungo il confine Ucraino e in Bielorussia, dove fino a pochi giorni fa hanno svolto esercitazioni congiunte con l’esercito locale. Nel fine settimana, il ministro della Difesa bielorusso ha annunciato che le truppe russe resteranno nel paese anche dopo la fine delle esercitazioni.

L’intelligence americana sostiene di essere entrata in possesso di “liste di proscrizione” di individui ucraini da eliminare o imprigionare preparate dai russi e da utilizzare in caso di invasione. Anche in questo caso, nessun altro dettaglio è stato rivelato su questi documenti.

© Riproduzione riservata