Non solo l’Italia arriva alla scadenza del 15 settembre con un recepimento ancora incompleto. Ma le nuove tutele previste dallo schema di decreto legislativo sarebbero limitate alle cause transfrontaliere, lasciando fuori la maggior parte delle azioni abusive contro giornalisti
Nel 2026 l’Italia, secondo il rapporto annuale di Reporters sans frontières sulla libertà di stampa, è scesa al 56° posto su 180 Paesi. Sette posizioni in meno rispetto all’anno precedente. E tra le ragioni, esplicita l’ong con sede a Parigi, oltre alle minacce ai giornalisti da parte delle organizzazioni mafiose e dei gruppi estremisti e alle limitazioni normative alla possibilità di pubblicare specifici atti giudiziari, ci sono anche le Slapp «che costituiscono una pratica comune in Italia»: c