La procura di Santa Maria Capua Vetere, guidata dal procuratore Pierpaolo Bruni, aveva chiesto la custodia cautelare in carcere, ma il giudice del tribunale sammaritano ha deciso per il divieto di dimora. Giovanni Zannini, consigliere regionale e uomo forte di Forza Italia in Campania, ora dovrà allontanarsi dalla regione. Farà il politico a distanza e come consigliere subentrerà il primo dei non eletti del partito azzurro. 

Zannini è coinvolto in un’inchiesta per corruzione e concussione, sotto accusa è finito il suo sistema di potere. I fatti contestati risalgono alla consiliatura precedente quando era alla guida della commissione ambiente della regione, eletto nella lista di Vincenzo De Luca. Fedelissimo dell’ex governatore, si muoveva con disinvoltura anche grazie agli ottimi rapporti con l’allora presidente. La prima contestazione riguarda le dimissioni di Vincenzo Iodice, ex direttore generale dell’Asl di Caserta. 

Zannini, insieme al direttore generale della sanità in regione, Antonio Postiglione, aveva invitato Iodice ad accettare altro incarico o ad andarsene perché rappresentava un ostacolo al disegno politico del consigliere regionale. Iodice aveva rifiutato di affidare un incarico a un fedelissimo di Zannini con l’obiettivo di assecondare le richieste dei dipendenti cari al consigliere. Un vero e proprio sistema clientelare messo in crisi dai no del direttore generale. 

Il consigliere accompagnava i dipendenti agli incontri con Iodice, privandoli dei cellulari per evitare intercettazioni. Alla fine le dimissioni del direttore generale dell’Asl sono arrivate nel settembre 2023. 

Indipendentemente dall’esito giudiziario la sanità era affare di Zannini con nomine, istanze, richieste che dipendevano da lui. L’altro filone sul quale si muove l’indagine è il rapporto tra Zannini e gli imprenditori Griffo, titolari dell’azienda Spinosa Spa, impegnati nella realizzazione di un caseificio. Secondo gli inquirenti il consigliere si sarebbe mosso per sbloccare l’iter autorizzativo, con lo stanziamento di un’ingente somma da parte di Invitalia spa, in cambio di un viaggio in barca, successivamente pagato da Zannini dopo aver appreso dell’esistenza di un’inchiesta. Anche per i Griffo è scattato il divieto di dimora. 

Zannini è stato uomo forte di De Luca in provincia di Caserta anche quando la presente indagine era stata svelata con i primi atti della procura sammaritana. In concomitanza con le regionali il consigliere, mister preferenze, ha deciso di portare voti e potere in Forza Italia, ma ora dovrà trasferirsi temporaneamente lontano dalla Campania e dalle regioni confinanti. «Emerge la spregiudicatezza e la disinvoltura con cui il politico senza alcuno scrupolo cerca di rivolere le problematiche burocratiche (...) è completamente a suo agio nel ruolo di regista nell’implementare all’interno dell’amministrazione pratiche corruttive (...)Emerge una figura politica priva di scrupoli e spregiudicata nel raggiungimento dei propri fini», scrive la giudice Daniela Vecchiarelli. 

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