La Procura di Milano, diretta da Marcello Viola, ha chiesto il rinvio a giudizio per Enrico Pazzali, ex presidente di Fondazione Fiera Milano ed ex titolare dell'agenzia investigativa Equalize, accusato di associazione per delinquere e altri reati per il caso delle presunte cyber-spie e dei dossieraggi con accessi abusivi in banche dati.

Allo stesso tempo i pm milanesi hanno chiuso un secondo maxi filone di indagini a carico di 81 indagati, stando a quanto comunicato in una nota della Procura. Seconda tranche con al centro, in particolare, i "clienti" di Equalize. Nel nuovo avviso di conclusione indagine, figurano l’imprenditore Leonardo Maria Del Vecchio, l’ex manager di Publitalia Fulvio Pravadelli e tra gli altri Stefano Speroni di Eni, Giacomo Tortu, fratello del velocista Filippo, per la vicenda sullo spionaggio su Jacobs pagata 10mila euro in contanti, e il generale della Guardia di Finanza Cosimo Di Gesù, che, secondo l'accusa, nel marzo 2020 nella sua qualità di pubblico ufficiale, si sarebbe introdotto abusivamente in un sistema informatico protetto da misure di sicurezza, «acquisendo i dati informativi ivi contenuti, coperti da segreto d'ufficio», in merito ad alcune società. «Di Gesù - si legge nell'avviso di chiusura indagine - agiva su richiesta di Pazzali, per scopi estranei ai compiti d'istituto».

Tra i destinatari del 415 bis ci sono anche il banchiere Matteo Arpe e il fratello Fabio. I pm avevano già notificato un primo avviso di conclusione indagine lo scorso luglio.

Per Speroni l’accusa è anche di calunnia perché avrebbe contribuito a calunniare l'imprenditore calabrese Francesco Mazzagatti «affinché venisse falsamente» indicato come «appartenente alla 'ndrangheta» mentre lo stesso aveva intrapreso con una società del gruppo Eni «un'attività di trading di petrolio iraniano», in quel momento «sotto embargo», facendolo passare per petrolio «iracheno». Su richiesta di Speroni il "report" incriminato sarebbe stato depositato in procura a Milano dall'avvocata esterna di Eni, Nadia Alecci, e infine Carmine Gallo, socio di Equalize deceduto a marzo di un anno fa, avrebbe convinto il suo "confidente" Annunziatino Romeo, già appartenente alla 'ndrangheta e poi collaboratore di giustizia nel processo 'Ndrangheta stragista, a fare ulteriori «false dichiarazioni» sul conto dell'imprenditore 40enne di Polistena, in provincia di Reggio Calabria.

Gli spiati

In ultimo, nelle 119 pagine di provvedimento giudiziario si rileva anche l’elenco degli spiati. Ci sono anche Christian 'Bobo' Vieri, ex attaccante della Juve, dell'Inter e della Nazionale, l'ex agente fotografico Fabrizio Corona, la blogger Selvaggia Lucarelli e Ricky Tognazzi, attore, regista, produttore e primo figlio di Ugo.

In particolare, i nomi di Selvaggia Lucarelli, Bobo Vieri e Fabrizio Corona, ma anche quelli dell'imprenditrice e volto tv Sonia Bruganelli e pure di Andrea Medri, ex fondatore della società di bitcoin fallita 'The Rock Trading', spuntano come persone offese da un lungo elenco di accessi alla banca dati Sdi del Ministero dell'Interno nel 2024, che sarebbero stati effettuati da Roberto Bonacina, che era ispettore di Polizia all'Ufficio di Polizia di Frontiera dell'aeroporto di Orio al Serio (Bergamo). E che avrebbe agito dietro "corrispettivo economico" e su mandato di persone del gruppo di Equalize, tra cui Luca Cavicchi, che sarebbe stato a capo di una "articolazione" delle presunte cyber-spie dell'agenzia investigativa con sede in via Pattari, a due passi dal Duomo di Milano.
Anche il nome di "Riccardo Tognazzi, nato il primo maggio 1955 a Milano", ad esempio, poi, risulta come persona offesa, in una delle oltre 100 imputazioni dell'ultimo avviso di chiusura indagini, di un presunto accesso abusivo, con conseguente rivelazione di segreto, alla Banca Dati Serpico il 25 e 26 settembre del 2024. A compiere gli accessi abusivi, secondo i pm, sarebbe stato, in questo caso, Marco Calcaterra, in qualità di dirigente dell'Agenzia delle Entrate di Napoli. E avrebbe agito, dietro "compenso", su "richiesta" di Luca Cavicchi e dell'esperto informatico del gruppo Nunzio Samuele Calamucci.
Tra gli altri nuovi nomi di "vittime", centinaia in totale, di presunti accessi abusivi c'è anche quello di Stefano Antonio Donnarumma, Ad di Ferrovie dello Stato, attraverso "accesso alla Banca Dati Sdi ed interrogazione del 17 novembre 2023". E anche quello di Gabriele Parpiglia, giornalista, esperto di gossip, autore e produttore tv. Oltre, poi, a Piero Amara, ex legale esterno di Eni e coinvolto nella ormai nota vicenda dei verbali sulla fantomatica Loggia Ungheria.

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