Dopo poco più di 24 ore si è conclusa a Desenzano del Garda la fuga dell'uomo accusato di aver ucciso Alessandro Ambrosio, il capotreno 34enne, accoltellato all'addome, apparentemente senza un perché, nel parcheggio del piazzale ovest della stazione di Bologna in un'area riservata ai dipendenti. 
L'uomo, il 36enne Marin Jelenik, di origine croata, è stato fermato ieri sera: si trovava davanti alla stazione ferroviaria, era senza documenti.
Figura già nota alla Polizia Ferroviaria per precedenti relativi al porto di armi da taglio, Jelenik è una persona senza fissa dimora e legami sul territorio italiano ed è stato identificato in diverse circostanze in ambiti ferroviari in tutto il Nord Italia. «So di essere ricercato ma non so perché», le sue prime parole.

«Mio figlio non aveva nemici non aveva litigato con nessuno, questo è un delitto inspiegabile. Mai fatto del male a una mosca, mio figlio - ha raccontato al Tg1, il padre Luigi Ambrosio, anche lui ferroviere e andato in pensione di recente – Io non so cosa sia successo, ancora non l'abbiamo visto. Lui faceva il suo servizio tranquillo, poi veniva a casa, usciva. Io con mio figlio, poi, avevo un rapporto ottimo».
Oggi, a seguito dell'assassinio di Ambrosio le organizzazioni sindacali Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti, Ugl Ferrovieri, Fast Confsal e Orsa Af dell'Emilia-Romagna hanno proclamato uno sciopero del trasporto ferroviario regionale di 8 ore, dalle 9 alle 17. In concomitanza con la mobilitazione si terrà, a partire dalle 10, un presidio spontaneo in Piazza Medaglie d'Oro, antistante l'ingresso della stazione e sarà anche deposto un fiore a ricordo del giovane assassinato. Le organizzazioni hanno anche chiesto un incontro in Prefettura in mattinata. L’inchiesta della procura di Bologna è aperta.

© Riproduzione riservata