Francesco Guccini è morto a 86 anni, questa mattina a Pávana. Lo ha reso noto la famiglia, sottolineando che «nel rispetto delle sue volontà, le esequie si svolgeranno nei prossimi giorni e in forma strettamente privata». 

La famiglia, «nel chiedere che questo momento di dolore possa essere vissuto nella più stretta intimità, ringrazia tutti coloro che si uniranno al suo lutto con affetto, discrezione e rispetto. Per permettere, a chi lo ha amato, di ricordarlo e di salutarlo, verrà organizzata una cerimonia commemorativa nel mese di settembre».

Lucio Dalla e Francesco Guccini insieme all'oste Vito, durante una jam-session all'osteria Da Vito nel quartiere \\\"Cirenaica\\\" a Bologna, anni Settanta
Lucio Dalla e Francesco Guccini insieme all'oste Vito, durante una jam-session all'osteria Da Vito nel quartiere \\\"Cirenaica\\\" a Bologna, anni Settanta
Lucio Dalla e Francesco Guccini insieme all'oste Vito, durante una jam-session all'osteria Da Vito nel quartiere "Cirenaica" a Bologna, anni Settanta

Tra i più grandi cantautori e intellettuali italiani, nella sua carriera di oltre quarant’anni ha pubblicato 18 album, libri e racconti. Un cantastorie, che ha raccontato il paese, la politica, la provincia. Ha creato memoria. 

Radici, del 1972, è il disco che ha segnato un salto artistico, con il brano che dà il nome all’album, ma anche La locomotiva, Incontro, Piccola Città, Il vecchio e il bambino. Ma il successo arriverà quattro anni più tardi, nel 1976, con Via Paolo Fabbri 43. Il disco de L’avvelenata

«Noi facciamo idee, non siamo semplicemente gente che canta canzoni scritte da altri, noi le canzoni ce le siamo scritte e in queste canzoni manifestiamo le nostre idee», raccontava in un’intervista a Domani. Si definiva «un lettore vorticoso», che aveva «voglia di riprodurre quello che leggevo». E le canzoni sono «un modo diverso di scrivere storie».

Gli inizi

Paolo Pagani, Lucio Dalla e Francesco Guccini (1978)
Paolo Pagani, Lucio Dalla e Francesco Guccini (1978)
Paolo Pagani, Lucio Dalla e Francesco Guccini (1978)

Guccini è entrato nel mondo della musica prima come autore. Per Caterina Caselli prima, ma soprattutto per i gruppi Beat, Equipe 84 e Nomadi, che hanno fatto conoscere, tra le altre, Auschwitz, Dio è morto, Noi non ci saremo

È nato a Modena il 14 giugno 1940, ma durante la guerra ha vissuto a Pávana, il paese dei nonni paterni. È poi tornato a Modena, dove ha studiato, per poi trasferirsi con i genitori a Bologna. Ha fatto per molti anni l’insegnante, ma è stato anche un giovane cronista della Gazzetta di Modena e un pubblicitario. Ha frequentato l’università del Magistero, con l’indirizzo in lingue e letterature straniere. Ma è dopo il servizio militare che decide di riprendere gli studi, nell’ottobre del 1963, sempre alla facoltà del Magistero ma con un indirizzo in materie letterarie. 

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