La procura di Pavia si appresta a chiudere le indagini sull’omicidio per cui è stato condannato Alberto Stasi. Nelle carte: «Efferatezza dell’azione omicidiaria»
«Con l’aggravante di aver commesso il fatto per motivi abietti, riconducibili all’odio per la vittima a seguito del rifiuto del suo approccio sessuale». C’è un movente per l’omicidio di Chiara Poggi, trovata priva di vita a Garlasco in una mattina d’agosto di oltre dieci anni fa. E quel movente, secondo l’accusa che presto chiuderà le indagini, sarebbe riconducibile al “no” della vittima ad Andrea Sempio, accusato di omicidio volontario e non più in concorso.
Sempio è stato chiamato dai pm di Pavia a rendere interrogatorio il prossimo 6 maggio. Nelle quattro pagine di invito a comparire, gli inquirenti scoprono, in parte, le loro carte: «Dopo una iniziale colluttazione – si legge – Sempio colpiva reiteratamente la vittima con un corpo contudente dapprima in regione frontale sinistra e in regione zigomatica destra, facendola cadere a terra. A seguito di ciò la trascinava al fine di condurla verso la porta di accesso alla cantina e dopo che Poggi provava a reagire mettendosi carponi, la colpiva nuovamente con almeno 3-4 colpi facendole perdere i sensi».
I pm continuano: «Sempio spingeva il corpo delle vittima facendola scivolare lungo le scale che conducono in cantina ove, nonostante la stessa fosse già incosciente, la colpiva con almeno 4-5 colpi cagionando alla stessa gravi lesioni cranio encefalitiche dalle quali derivava il decesso».
A Sempio si contesta anche la crudeltà anche «la crudeltà per l’efferatezza dell’azione omicidiaria, per il numero e l’entità delle ferite inferte alla vittima, di cui almeno 12 lesioni sul cranio e sul volto».
La procura generale di Milano, nei giorni scorsi, ha fatto sapere di star valutando la richiesta di revisione del processo per l’unico condannato di questa storia, il fidanzato di Chiara Poggi: Albero Stasi che sta attualmente scontando la sua pena.
Andrea Sempio, si legge in una nota, «non riesce a capacitarsi di questo movente sessuale. Lui mi dice, ma se io non avevo rapporti con questa ragazza, rapporti nel senso di sociali, specifico dato il movente, non si capisce da dove deducano un movente sessuale, visto che lui non la frequentava, non la vedeva spesso, anzi, quando lui andava in casa, Chiara Poggi, era a lavorare», ha detto la sua avvocata Angela Taccia che assiste insieme al collega Liborio Cataliotti.
«Dobbiamo aspettare perché finché non abbiamo gli atti non possiamo capire la ratio di questa nuova imputazione, comunque elastica, comunque provvisoria», ha aggiunto. Sulla nuova ricostruzione della dinamica dell'aggressione che avrebbe subito la 26enne la legale precisa solo un aspetto: «L'unica cosa che apprendiamo è che a quanto pare l'assassino è uno, ma è d'altronde tutto il team difensivo della difesa che ha sempre sostenuto che l'assassino è uno».
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