«Con l’aggravante di aver commesso il fatto per motivi abietti, riconducibili all’odio per la vittima a seguito del rifiuto del suo approccio sessuale». C’è un movente per l’omicidio di Chiara Poggi, trovata priva di vita a Garlasco in una mattina d’agosto di oltre dieci anni fa. E quel movente, secondo l’accusa che presto chiuderà le indagini, sarebbe riconducibile al “no” della vittima ad Andrea Sempio, accusato di omicidio volontario e non più in concorso. 

Sempio è stato chiamato dai pm di Pavia a rendere interrogatorio il prossimo 6 maggio. Nelle quattro pagine di invito a comparire, gli inquirenti scoprono, in parte, le loro carte: «Dopo una iniziale colluttazione – si legge – Sempio colpiva reiteratamente la vittima con un corpo contudente dapprima in regione frontale sinistra e in regione zigomatica destra, facendola cadere a terra. A seguito di ciò la trascinava al fine di condurla verso la porta di accesso alla cantina e dopo che Poggi provava a reagire mettendosi carponi, la colpiva nuovamente con almeno 3-4 colpi facendole perdere i sensi».

I pm continuano: «Sempio spingeva il corpo delle vittima facendola scivolare lungo le scale che  conducono in cantina ove, nonostante la stessa fosse già incosciente, la colpiva con almeno 4-5 colpi cagionando alla stessa gravi lesioni cranio encefalitiche dalle quali derivava il decesso». 

A Sempio si contesta anche la crudeltà anche «la crudeltà per l’efferatezza  dell’azione omicidiaria, per il numero e l’entità delle ferite inferte alla vittima, di cui almeno 12 lesioni sul cranio e sul volto». 

La procura generale di Milano, nei giorni scorsi, ha fatto sapere di star valutando la richiesta di revisione del processo per l’unico condannato di questa storia, il fidanzato di Chiara Poggi: Albero Stasi che sta attualmente scontando la sua pena.  

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