Prendete e bevetene tutti, questo è un souvenir (scismatico)? Mancano pochi giorni alla data per cui la Fraternità sacerdotale San Pio X, il gruppo tradizionalista fondato dal vescovo francese Marcel Lefebvre, da decenni in aperto scontro con la Santa Sede per via del rifiuto delle riforme del Concilio Vaticano II, ha previsto un nuovo strappo con Roma. 

La FSSPX, oggi guidata dal sacerdote italiano don Davide Pagliarani, ha annunciato di voler ordinare il 1° luglio 2026 al seminario di Écône in Svizzera nuovi vescovi senza il permesso del papa: lo stesso gesto compiuto nel 1988 da Lefebvre, che aveva innescato la scomunica per lui e i quattro vescovi da lui ordinati. Scomunica poi ritirata nel 2007 da Benedetto XVI, nel tentativo di trovare una forma di dialogo e riconciliazione con la Fraternità. 

L’evento

Ora, dopo che vari colloqui con il dicastero per la Dottrina della fede sono andati a vuoto, dopo che papa Leone XIV ha sostanzialmente liquidato la vicenda rispondendo ai giornalisti a Castel Gandolfo («Sto considerando di fare un altro appello e dire “non fate questo, cerchiamo di vivere la comunione della Chiesa”. Certamente, la divisione fra i cristiani è un punto doloroso. Però loro rifiutano di accettare alcuni elementi fondamentali della Chiesa, cominciando con diversi punti del Concilio Vaticano II. Se fanno quella scelta, mi dispiace. Ma noi dobbiamo andare avanti»), dopo che i vertici della Fraternità hanno mandato una lunghissima professione di fede alla Santa Sede, tutto è pronto per le ordinazioni che porteranno a una nuova scomunica latae sententiae.

Proprio tutto: sul sito per registrarsi all’evento (una tre giorni che partirà il 29 giugno e avrà come fulcro la consacrazione dei nuovi vescovi il 1° luglio), si possono trovare passaggi per arrivare al seminario di Écône in Svizzera. E, come notato dalla vaticanista Nicole Winfield su Associated Press, è anche possibile acquistare il cofanetto regalo Cuvée des Sacres: 75 franchi svizzeri per quattro bottiglie di vino, con etichette artistiche che rappresentano i simboli vescovili (mitria, anello, pastorale e croce pettorale). «Portate a casa un ricordo di questo evento storico», c’è scritto sul sito. «Un souvenir dello scisma!», ha commentato su X il giornalista americano David Gibson: la storia si ripete sempre due volte, la prima come tragedia, la seconda con merchandising. 

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