L’adolescenza non è una malattia e non è, per definizione, un’età violenta. È una fase di trasformazioni. La domanda decisiva non è soltanto perché un adolescente possa provare eccitazione davanti al rischio, ma come arrivi a ignorare che quel rischio viene imposto a una persona innocente
A Roma, due adolescenti di 16 e 17 anni hanno ammesso il coinvolgimento in sei aggressioni compiute a bordo di una minicar e si trovano in stato di fermo. Tra le vittime c’è l’attore Davide Iacopini, ricoverato in terapia intensiva. «Quella notte ci siamo divertiti così», avrebbero detto agli investigatori. Una frase che inquieta perché trasforma la violenza in intrattenimento. Ma soprattutto obbliga a una domanda: che rapporto esiste, nell’adolescenza, tra aggressività, ricerca di emozioni e ca