Secondo l’accusa la cosca ‘ndranghetista aveva preso il controllo del settore dei carburanti a Roma. Contestata una frode sull’Iva di quasi 7 milioni di euro nel campo dei prodotti petroliferi realizzata attraverso l’emissione di fatture per operazioni inesistenti, ma soprattutto tramite l’aggravante del metodo mafioso. Il gip di Roma dispone 25 misure cautelari
Il “petroliere” della ’ndrangheta: «Ho servito l’unico vero boss»


18 novembre 2024 • 19:43