Domani ha scoperto il prestito con garanzia pubblica ricevuto dal presidente della regione Lazio, Francesco Rocca, nel 2023 quando era già numero uno dell’ente. Non solo. Controllando nella sezione trasparenza è risultata assente la dichiarazione patrimoniale del governatore così come di altri assessori. Ora il caso finisce all’anticorruzione
«Accertare la fondatezza della presente segnalazione, procedendo alla verifica dello stato di adempimento degli obblighi di cui all’art. 14 da parte della Regione Lazio con riguardo al Presidente Rocca». È uno dei passaggi dell’esposto presentato dal consigliere regionale di Azione, Alessio D’Amato, all’autorità nazionale anticorruzione dopo l’inchiesta di Domani.
Il nostro giornale ha scoperto il prestito con garanzia pubblica ricevuto dal presidente della regione Lazio, Francesco Rocca, nel 2023 quando era già numero uno dell’ente. Non solo. Controllando nella sezione trasparenza è risultata assente la dichiarazione patrimoniale del governatore così come di altri assessori. La motivazione fornita a Domani è stata questa: «Non dipende dalla parte politica, ma è un ritardo amministrativo delle direzioni trasparenza». Ora le opposizioni chiedono all’Anac di intervenire per «avviare, ove ne ricorrano i presupposti, il procedimento sanzionatorio di cui all’art. 47, co. 1, D.Lgs. 33/2013 nei confronti del responsabile della mancata comunicazione».
Ma ricapitoliamo la storia. L’importo del prestito richiesto e ricevuto da Rocca ammonta a 80mila euro. La garanzia, che si attiva non sull’intero importo, ma sull’80 per cento, è di 56mila euro su un primo prestito (da 70mila euro) e di 8mila sul secondo (da 10mila euro). L’attivazione del fondo di garanzia, previsto per professionisti in difficoltà, e la necessità di liquidità per chi veste i panni di presidente di una delle più importanti regioni italiane è tema di pubblico interesse. L’aiuto di Stato utilizzato per il prestito di Rocca era stato predisposto a seguito dell’invasione russa e la conseguente crisi economica innescata: «Fondo di garanzia Tcf Ucraina» è la dicitura precisa. Il Tcf è il temporary crisis framework, uno speciale regime previsto dalla Commissione europea per fronteggiare le conseguenze della guerra in Ucraina che ha consentito, dal 2021, ai paesi membri di intervenire in vari settori. Tra i beneficiari, ha scoperto Domani, c’è anche Rocca.
«Io non ne sapevo nulla, ho chiamato il direttore per chiedergli se avessi fatto qualcosa di male e mi ha detto che è la banca (del Fucino) che si è tutelata attivandolo. Non ho mai approfittato del mio ruolo», ha spiegato il presidente della Regione.
A quanto risulta a Domani, nella domanda c’è il riferimento al fatturato dell’ultimo esercizio contabile, pari a 109mila euro, e la richiesta del prestito per ragioni di liquidità. «No, io avevo necessità di quei soldi perché dovevo pagare l’F24», aveva detto Rocca. Il modello F24 è il bollettino di pagamento che consente di saldare contributi e imposte anche di anni precedenti. Tasse relative a quali prestazioni? «Quelle di avvocato, consulenze e varie», aveva chiarito. Ora tocca all’Anac verificare gli intoppi amministrativi che hanno lasciando vuota la sezione trasparenza alla voce dichiarazione patrimoniale.
© Riproduzione riservata

