Il Lazio è ancora sotto attacco. I sistemi informatici della Regione non sono stati colpiti solamente nella notte tra sabato e domenica, ma anche in quella tra domenica e lunedì. Il presidente Nicola Zingaretti ha indetto una conferenza stampa per chiarire alcuni aspetti dell’attacco hacker subito dalla Regione Lazio. Insieme a lui erano presenti l’assessore alla Salute Alessio D’Amato, e Vittorio Gallinella, direttore dei servizi di rete di Laziocrea, la società che si occupa del sistema informatico regionale. 

L’attacco

«Stiamo difendendo la nostra comunità da questi attacchi criminali o di stampo terroristico. Le indagini appureranno le fonti di questi attacchi. Il Lazio è vittima di un’iniziativa criminosa, probabilmente la più grave avvenuta sul nostro territorio nazionale. Tra domenica e lunedì c’è stato un secondo attacco, senza conseguenze. L’attacco ha introdotto un virus che ha bloccato tutti i file del Ced (Centro elaborazione dati, ndr) e le prenotazioni dei vaccini, ancora ferme», ha esordito Zingaretti.

Il sistema, ha detto poi il presidente, è ancora spento per evitare ulteriori danni al sistema, oltre che valutare quelli già presenti: «La situazione è molto seria e molto grave. Siamo vittime di un attacco», ha proseguito. Gli attacchi, come hanno riportato alcuni quotidiani in mattinata, arrivano dall’esterno del Paese. «Noi non conosciamo la matrice dell’attacco cyber che è avvenuto e sta avvenendo, e tutte le ipotesi sono al vaglio degli investigatori. Noi ci stiamo occupando dei rimedi», ha dichiarato, precisando che al momento non è pervenuta alcuna richiesta di riscatto. 

I dati

Nicola Zingaretti ha poi detto che i dati «non sono stati violati né rubati». L’attacco ransomware che ha colpito la regione mira infatti solo a criptare tutte le informazioni presenti su un computer. Secondo il presidente della Regione, tutte le informazioni presenti nei server della Regione– tra cui quelle delle più importanti cariche dello Stato – non sono state rubate.

«Quello che è successo è dovuto a un malware di tipo ransom che per sue caratteristiche entra nei sistemi e cripta i dati delle macchine su cui è installato», ha spiegato Gallinella di Laziocrea. «Posso dire che è stato colpito tutto il sistema nel datacenter regionale. Ma i dati della sanità sono integri, non sono state attaccati», ha aggiunto, non dando notizie aggiuntive per via delle indagini in corso.

La campagna vaccinale e il Green Pass

«La campagna vaccinale non si è mai interrotta, sono temporaneamente sospese le prenotazioni. Ma la banca dati regionale ha registrato circa 500mila prenotazioni fino al 13 agosto. Ora la comunità sanitaria sta compilando a mano tutti i referti. Voglio ricordare anche che da ieri il 70 per cento della popolazione adulta del Lazio è vaccinata», ha continuato Zingaretti.

Per quanto riguarda il Green Pass, è previsto qualche rallentamento, come ha spiegato l’assessore alla Salute Alessio D’Amato. «Il Green Pass viene rilasciato dal ministero della Salute. In accordo con il commissario per l’emergenza Covid, il generale Figliuolo, il passaggio di dati tra l’anagrafe vaccinale regionale a quella nazionale continuerà, ma con dei ritardi perché il passaggio sta avvenendo a mano», ha dichiarato. I ritardi dovrebbero essere di un paio di giorni. «Se si voleva colpire la campagna vaccinale, dobbiamo dire che il sistema ha reagito».

«Più complessa la registrazione ai servizi sanitari attraverso il Cup, ma i servizi sono svolti come al solito

La prenotazione delle visite specialistiche

L’attacco informatico ha bloccato anche tutte le attività del Centro unico di prenotazione della Regione per le visite specialistiche negli ospedali. «Per le nuove prenotazioni di visite specialistiche su Cup e Recup, Laziocrea sta lavorando per garantire il ripristino della funzionalità entro la metà del mese», ha chiarito l’assessore alla Salute D’Amato.

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