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Su TikTok la GenZ si ribella al lavoro povero

Condizioni di lavoro umilianti, paghe da fame, richieste esose: la condivisione delle chat con i capi diventa una forma di protesta e una spinta al cambiamento

«Dove sei?». «A casa». «In che senso? Dovevi venire dalle 16 alle 21». «Da contratto devo fare 30 ore a settimana, tutto il resto è straordinario. Nessuno mi ha mai chiesto se fossi disponibile a fare queste ore in più. Né io ho mai accettato». Oppure: «Credo sia doveroso pagarti di meno perché il negozio non è frequentato molto e la clientela è sempre meno. Stavo pensando di pagarti 9 euro al giorno, che mi sembra redditizio per un ragazzo della tua età». «Penso sia un po’ troppo poco, tenendo