L’ex ras di San Siro è stato al vertice di una presunta associazione che, tra giugno 2020 e marzo 2021, avrebbe movimentato tre tonnellate di hashish, 255 chili di marijuana e 53 chili di cocaina. Lucci sta già scontando in carcere un’altra condanna, a 10 anni, per la vicenda delle tifoserie che comprende anche un tentato omicidio
L’ex capo ultrà della curva Sud del Milan, Luca Lucci, è stato condannato a Milano a 18 anni e 8 mesi di carcere per essere stato al vertice di una presunta associazione dedita al traffico internazionale di droga che, tra giugno 2020 e marzo 2021, avrebbe movimentato tre tonnellate di hashish, 255 chili di marijuana e 53 chili di cocaina. Lo ha deciso la gup Giulia Masci che ai 23 imputati, giudicati in abbreviato, ha inflitto pene fino a tre anni di carcere.
La condanna più alta è stata quella per Lucci, seguita dai 13 anni e 6 mesi per un altro promotore dell'associazione. Lucci, difeso da Jacopo Cappetta, era stato arrestato a fine settembre 2024 con altri capi ultrà e sodali nella maxi inchiesta della Dda milanese sulle curve di San Siro, per la vicenda delle tifoserie che comprende anche un tentato omicidio, ed era stato condannato a 10 anni.
Oltre al coinvolgimento nell’inchiesta “Doppia curva”, infatti, Lucci è noto per essere stato protagonista nel 2009 di un violento episodio durante un derby milanese, colpendo con un pugno il tifoso interista Virgilio Motta, che in quell’occasione ha perso un occhio.
Sempre nel dicembre di due anni fa era stato destinatario di un'ulteriore ordinanza di custodia cautelare in carcere, insieme ad altri sette, per il narcotraffico per cui oggi, venerdì 3 marzo, è stato condannato. La giudice ha dunque accolto le richieste dei pm.
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