L’associazione Un’Infanzia da Vivere, dal 2008, promuove inclusione, cultura, libertà. L’ultima “creatura” è una sartoria sociale dove alcune donne del territorio trasformano tessuti e talento in prodotti unici. «Insegnare è terapeutico per me e importante per le donne che vengono qui. Le loro storie sono complicate e cucire può regalare uno spiraglio di libertà» spiega Susanna, che insegna a cucire
«Le vedevo dalla finestra di casa le trame nelle quali erano invischiati i bambini, cresciuti in questa tela di ragno che era e può essere ancora oggi il Parco Verde: vedevo loro e rivedevo me alla loro età, inquieto, ferito, arrivato qui a 6 anni dalla Sanità di Napoli. Rivedevo mio padre, il suo suicidio, questo ghetto, lo spaccio, i boss e i miei 10 anni pieni di dolore e rabbia. E poi la fine della scuola, troppo presto, Nisida, i primi furti, le rapine e quel boss che mi ha fatto diventare