Officina Costituzione vuole recuperare la storia del Comitato Giusto Dire No, ma anche incrementarla in oggetto e metodo, con un briciolo di presunzione che a un soggetto neonato è consentito avere. L’oggetto è difendere, non solo la magistratura, perché altre istituzioni e principi di base del nostro assetto costituzionale sono sotto minaccia continua, grave e ripetuta al punto che la loro aggressione sembra essere un evento normale. Invece, questi valori ci chiedono di essere protetti. È un’emergenza costituzionale che, se si realizzasse nel suo complesso, comprometterebbe l’indipendenza della magistratura ordinaria, l’autonomia e l’efficienza di quella contabile, l’unità della Repubblica e, infine, la libertà e l’uguaglianza del nostro diritto di voto.

I preannunciati interventi legislativi finalizzati a ottenere, sia pure parzialmente, gli stessi risultati che si proponeva la riforma della magistratura ordinaria, bocciata dal referendum, dimostrano la volontà di proseguire nel tentativo di svuotare di contenuti le garanzie di indipendenza e autonomia della magistratura, costituzionalmente previste. Mentre sarebbero necessari interventi coraggiosi per rendere efficiente il servizio giustizia. L’esito? Una giustizia resa in tempi dilatati rende ineffettivo il diritto costituzionale del cittadino alla parità di trattamento davanti al magistrato.

L’attacco investe anche l’autonomia della Corte dei conti, svuotata dal silenzio assenso nella sua funzione di controllo e alleggerita dalla riduzione al 30 per cento del danno erariale nella responsabilità contabile. L’esito? Il diritto all’integrità patrimoniale dei contribuenti è buttato alle ortiche, visto che pagheremo il 70 per cento del danno del funzionario come mancati servizi. L’unità è stata ferita da un’autonomia differenziata selvaggia, discriminatoria verso coloro che si ostinano a vivere al Sud, che continueranno a ricevere meno in istruzione, sanità e abitazione di quanto è stato e sarà dato ai cittadini del Nord. Il mantenimento di uno status quo iniquo prevale per volontà politica sul criterio dell’effettività dei bisogni. Nonostante la Corte costituzionale, sent. 192/2024, abbia prescritto la motivazione puntuale su idoneità e ragioni della differenziazione rivendicata dalle Regioni richiedenti; la definizione e il rispetto dei livelli essenziali delle prestazioni; e la restituzione al Parlamento della competenza decisionale. L’esito? Si rompe l’unità della Repubblica, scivolando verso forme anticipate di secessione.

Infine, libertà e uguaglianza del voto sono i valori sacrificati dalla proposta di legge elettorale, preoccupata a premiare la minoranza, il 42 per cento dei votanti, promuovendola in un’artificiosa maggioranza in Parlamento, il 55 per cento dei seggi; ma anche a consentirle di occupare, in aggiunta al rapporto fiduciario, gli organi di garanzia. L’aggressione tocca la parità di voto, calpestata dal premio di maggioranza, che toglie seggi alla coalizione perdente e li regala a quella vincente, secondo il meccanismo per cui i voti, entrati uguali nelle urne, usciranno diseguali. La ferita è anche alla libertà di voto, perché la gentile concessione delle preferenze lascia quasi intatta la composizione blindata e calata dall’alto dell’Assemblea rappresentativa, con il premio, dei 70 alla camera e dei 35 al senato, e i capilista bloccati. L’esito? I cittadini conteranno poco a fronte della promessa di contare molto. Questi sono i temi, aperti a chiunque voglia prendere parte alla discussione che avvieremo, con i giuristi di varie professioni, ma soprattutto con la società civile presente nel parterre.

Il metodo è l’antico criterio della democrazia partecipata, arricchito dai mezzi nuovi, offerti dalla Digitalizzazione e dalle Intelligenze artificiali. Officina, infatti, vuole rinnovare il dialogo con la cittadinanza per promuovere una consapevolezza diffusa del rapporto democrazia-potere sui terreni locale, nazionale ed europeo. Abbiamo l’ambizione di cogliere il bisogno dove nasce: cioè, principalmente dalle aspettative delle Ragazze e Ragazzi del Mezzogiorno. Vorremmo tradurlo in una proposta da sottoporre alla maggioranza di turno, ma anche all’opposizione, perché crediamo nel dialogo corale, capace di coinvolgere oltre lo steccato dell’ideologia partitica tutte le forze politiche. Chi fosse interessato a essere parte attiva dei lavori di Officina è invitato a farlo, cominciando col partecipare all’Evento del 25 settembre, ore 16.00. Il primo di una serie di incontri in programma alla Domus Ars, in via Santa Chiara, 10, Napoli.

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