Un mondo avvolto da un’aura di mistero. Tra simboli e rituali. Pregiudizi e leggende. Abbiamo fatto un viaggio all’interno della tanto discussa Massoneria. Una Massoneria ormai agonizzante, che ha perso fascino e potere. Dalla segretezza si è passati alla riservatezza. Le oltre mille logge italiane sono popolate perlopiù da fratelli che si limitano ai cosiddetti lavori di loggia: dallo studio del sole alle polarità dell’uomo. Dalla squadra al compasso, dall’etica alla morale.

Il nostro viaggio parte dallo Stretto di Messina. Perché lì affondano le radici di una guerra interna che dura da oltre due anni. Una guerra a bassa intensità. Non più grandi trame, rapimenti, finanziamenti, depistaggi. Ma carte da bollo e tribunali. È finito il tempo degli attentati terroristici rossi e neri e dei grandi processi. Delle prigionie del popolo e dei servizi segreti, dei pupari e dei fascicoli sequestrati e dissequestrati.

Questa è una storia di brogli elettorali che nasce a Messina nel 2024 con la rivolta pacifica di 14 fratelli appartenenti alla loggia “La Ragione 333” associata al Grande Oriente d’Italia: la più importante obbedienza massonica nazionale. Nel 2014 “La Ragione 333” ha caldeggiato la candidatura a gran maestro venerabile del notaio messinese Silverio Magno. Una candidatura contrastata da un professore universitario appartenente alla stessa loggia, ma schierato in un’altra lista con un altro gran maestro venerabile. Lì i primi conflitti e una serie di polemiche trascinatesi per dieci anni.

Quando Magno si ricandidò come grande oratore nella lista del candidato gran maestro venerabile Leo Taroni, a sfidare quest’ultimo c’era l’imprenditore calabrese Antonio Seminario che è stato votato in massa da quasi tutte le logge calabresi: quasi 100 con oltre 3.500 affiliati. Del resto la Calabria è la regione con maggiori obbedienze massoniche.

L’iter giudiziario

Ma i 14 messinesi della loggia “La Ragione 333” si sono opposti al successo di Antonio Seminario denunciando brogli elettorali e irregolarità e, anziché rivolgersi a un giudice massonico, hanno deciso per la prima volta nella centenaria storia della Massoneria di appellarsi a un giudice ordinario e nella fattispecie al tribunale civile di Roma che ha dato ragione ai 14 ricorrenti. Etichettati in gran loggia come “farabutti”.

La sentenza del tribunale civile di Roma è stata appellata. Sono stati presentati altri ricorsi. E Antonio Seminario dopo essere stato estromesso è tornato nuovamente in sella. Ma non finisce qui. Perché Leo Taroni ha proposto un nuovo ricorso. Puntando il dito su delibere assunte per alzata di mano e senza alcuna identificazione dei soggetti votanti. Il 27 maggio del 2026 il giudice del tribunale civile di Roma Maurizio Manzi ha sospeso le delibere della gran loggia del 7 marzo del 2026 e i decreti del gran maestro venerabile Antonio Seminario bloccando di fatto le nuove elezioni.

Una decisione che congelò i vertici della più antica istituzione massonica italiana. Fino all’ennesimo colpo di scena. Con Antonio Seminario che da 4 mesi si è ripreso la poltrona.

Copritore interno

Ma chi sono i 14 messinesi che hanno scatenato questo terremoto all’interno della Massoneria? Uno di loro ci ha raccontato la sua storia, tra retroscena e aneddoti. Il maestro Franco Tomasello è nato a Messina nel 1948. È entrato nella Massoneria più di 35 anni fa e per sua scelta ha sempre ricoperto il ruolo di copritore interno: «Sono stato l’equivalente del portiere di una squadra di calcio – racconta – Osservavo la mia squadra. Mi dovevo far trovare sempre pronto e alla prima necessità intervenivo».

Ha fatto il consulente aziendale. Esperto in gare d’appalto: «Sempre brillante – afferma – Ho girato l’Italia. E non solo. Cominciai a lavorare presto. Anche per multinazionali». Ma cosa lo ha portato all’interno della Massoneria? «Il destino», spiega, «Non avevo alcun parente all’interno e neanche un background massonico». Diverso il destino dei suoi figli, entrambi massoni. Dentro e fuori dal Goi.

«Sentivo il bisogno di confrontarmi con personalità di alto spessore culturale. Un cliente del mio studio che era un importante ingegnere di Messina mi propose di entrare a far parte della sua loggia: “La Ragione 333”. Per oltre 35 anni ne ho fatto parte tracciando tavole mai banali. All’inizio degli anni Novanta ho tracciato una tavola dal titolo “Satana e Internet”. E poi “L’anarco-capitalismo” e “I mutui sub-prime”. E una sul complottismo. Ma un evento ha scosso la mia militanza: il ricorso presentato assieme ai miei 13 fratelli. Siamo stati processati da un tribunale massonico. Pur avendo ragione. E non lo dico io ma lo ha stabilito il tribunale civile di Roma. I miei 13 fratelli sono stati processati in contumacia mentre io ho chiesto di essere audito a Palermo dal tribunale massonico regionale. Sono stato espulso dalla Massoneria e non ho proposto appello. La nostra loggia si è spaccata. Alcuni fratelli sono rimasti all’interno del Goi. Altri hanno fondato la cosiddetta loggia di San Giovanni non associandosi di fatto a nessuna comunità massonica».

L’espulsione

Il tribunale massonico regionale lo ha ascoltato: «Ho chiarito i motivi del nostro ricorso. Ma i fratelli del tribunale massonico regionale erano vicini al gran maestro venerabile Antonio Seminario e pur avendomi ascoltato per oltre tre ore mi hanno espulso».

Il motivo? «Sono stato coerente. Avrei dovuto rinunciare al ricorso presentato contro l’elezione di Antonio Seminario e sarei potuto rientrare nel Goi. Come hanno fatto altri. Quando Leo Taroni presentò un altro ricorso contro la nuova elezione di Antonio Seminario ricostruendo gli accadimenti il giudice del tribunale civile di Roma Maurizio Manzi manifestò esattamente le mie stesse valutazioni su brogli elettorali e irregolarità. Valutazioni che i miei 13 fratelli non hanno voluto accogliere».

Perché? «La Massoneria ha perso il verbo della libertà. Nel mio verbale d’audizione processuale ho distinto i tanti fratelli che si occupano dei rituali lavori di loggia e i pochissimi che si occupano dei veri valori massonici. Libertà. Uguaglianza. Fraternità».

È un fiume in piena: «Le logge si sono riempite di impiegati pubblici che hanno inquinato valori e principi della Massoneria». Una carriera massonica con oltre 50 tavole, tutte di carattere esoterico e fuori dai rigidi schemi massonici: «L’ultima risale al 2023. Una tavola su fitness e longevità».

Le tappe

E ripercorre alcune tappe della storia della Massoneria. Era il 2017 quando la presidente della commissione parlamentare antimafia Rosy Bindi sequestrò gli elenchi massonici siciliani e calabresi: oltre 6mila fascicoli di 6mila massoni incensurati, iscritti al Goi.

«Un clamoroso buco nell’acqua che costò alla collettività milioni di euro. E una condanna all’Italia da parte della giustizia europea. Ogni anno vengono inviati alle prefetture gli elenchi dei massoni iscritti al Grande Oriente d’Italia. Perché per entrare nella Massoneria del Goi devi essere incensurato e devi mantenere questo status. Con una sentenza del 2024 la Corte europea dei diritti dell’uomo ha condannato l’Italia per la perquisizione della sede del Grande Oriente d’Italia e per il sequestro di 39 faldoni di schede relative ai 6mila iscritti alle logge del Goi. Della Sicilia e della Calabria. Il segretario di ogni loggia è obbligato a redigere per ogni fratello una scheda personale. Partendo dai documenti dei tribunali. E questo avviene al momento dell’ingresso nella Massoneria. Se un fratello incappa in procedimenti penali si assonna o viene espulso. Gli elenchi sequestrati da Rosy Bindi erano gli stessi che la Massoneria inviava ogni anno alle prefetture. Erano già pubblici e in possesso dello Stato».

Messina è considerata una città di stampo massonico. Con oltre 500 iscritti al Goi e decine di logge: «È così. E cent’anni fa non c’era solo la loggia “La Ragione 333”. C’erano tante altre logge e tantissimi iscritti, tra cui deputati e senatori del Regno d’Italia. Messina nel Regno d’Italia ha avuto tutti gli apicali massoni. Dai sindaci ai rettori. Persone altolocate e culturalmente simili si frequentavano abitualmente e la Massoneria determinava per loro anche un sostegno economico e sociale. E sostanzialmente anche privilegi. Questa è la verità».

Il futuro? «Spero che dopo questo periodo grigio si possano ricondurre le logge alle loro originarie composizioni». E se ciò non dovesse accadere? «La mia esperienza massonica si concluderà».

© Riproduzione riservata