Una volta avvicinatosi al corpo della vittima, l’agente avrebbe visto «a terra la pistola a 15 centimetri dalla mano» di Mansouri e avrebbe sentito «l’esigenza di spostarla». Prima sarebbero state scattate delle foto. Cosa raccontano quegli scatti? L’inchiesta è aperta
«Sparo o non sparo». Sarebbe stato un attimo e il poliziotto del commissariato Mecenate ha premuto il grilletto della sua arma di servizio colpendo alla testa e uccidendo Abderrahim Mansouri, classe 1997, di origine marocchina, mentre il buio calava su San Donato, periferia del capoluogo lombardo. Oggi l’agente è indagato per omicidio volontario dai pm di Milano che già intorno alle 22 di lunedì, subito dopo i fatti, l’hanno interrogato alla presenza del difensore Pietro Porciani. «È un caso di


