Dopo l'intervento del ministro degli Esteri Antonio Tajani, l'Ambasciatore d'Italia al Cairo Agostino Palese ha ottenuto il rilascio della cittadina italiana Nessy Guerra che è rientrata insieme alla bambina nella sua abitazione. «Continuiamo a lavorare per riportare in Italia, il più presto possibile, Nessy Guerra e sua figlia», ha scritto sui social il vicepremier e ministro Tajani.

Le autorità di polizia egiziane hanno sostenuto che la ragione del fermo sarebbe stata un ordine esecutivo, in base al quale il padre della minore Aisha,Tamer Hamouda, avrebbe diritto di vedere la figlia Aisha, senza tuttavia fornire ulteriori elementi.

Nella notte del 1 luglio 2026, verso le 3, la polizia egiziana era entrata a casa della cittadina italiana Nessy Guerra, 27 anni, bloccata in Egitto con la figlia di tre anni per la condanna appello a sei mesi di lavori forzati per il reato di adulterio. Guerra, che si è sempre detta innocente, era in una località segreta anche per proteggere la figlia.

Le autorità egiziane avevano portato Guerra in una stazione di polizia dove è stata assistita dall'ambasciatore italiano al Cairo Agostino Palese e dalla console Giulia De Nardis che seguono il suo caso da mesi.

«L'ordine della Procura non può essere eseguito perché non c'è una sentenza che dispone l'affido o la custodia della bambina, né il diritto di visita, quello che noi temiamo è che sia un escamotage per arrestare Nessy e mandarla in carcere», aveva detto l’avvocata italiana Agata Armanetti che segue il caso, preoccupata per la sua assistita. 

«Mi chiedo come si possa permettere che a un pazzo pluripregiudicato possa essere concesso di vedere la figlia e che venga trattata così una donna vittima di violenza. Voglio sapere dove finisce la convenzione di Istanbul sulla violenza di genere e quando iniziano i diritti delle persone. Bisognava agire prima, non quando i buoi sono già scappati», aveva aggiunto l'avvocata che insieme a Guerra ha a più riprese fatto appello alle istituzioni affinché riportassero la donna e la bambina in Italia.

L'affidamento della minore, si legge in una nota della Farnesina, è il punto centrale di una lunga contesa con l'ex marito, che a sua volta è stato condannato in Italia per vari reati e di recente è stato arrestato e poi rilasciato su cauzione per le minacce al Console italiano a Hurghada. 

La vicenda

Guerra era stata condannata in appello lo scorso aprile nell’ambito di un procedimento per presunto adulterio, reato previsto nell’ordinamento egiziano. La sentenza ha confermato la decisione di primo grado pronunciata il 19 febbraio scorso, a seguito della denuncia presentata dall’ex marito italo-egiziano. La condanna prevede una pena detentiva di sei mesi e lavori forzati da estinguere nel paese.

La Farnesina, attraverso l’Ambasciata d’Italia al Cairo e la rete consolare al Cairo e Hurghada, ha seguito il caso fin dall’inizio e negli ultimi mesi ha assicurato assistenza legale e protezione alla donna e a sua figlia, oltre a varie forme di sostegno anche economico, amministrativo e personale.

La donna non può lasciare il paese e le autorità non hanno autorizzato la partenza della bambina, che attualmente è al centro di una contesa legale per l’affidamento.

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