L’ultima papa a varcare la soglia del Meeting di Comunione e Liberazione a Rimini fu Giovanni Paolo II nel 1982. Anche per questo la visita di Leone XIV alla Fiera assume un valore storico. A sommergere il pontefice di applausi c’erano nei padiglioni circa 55mila persone, con diversi maxischermi allestiti all’esterno degli auditorium per seguire la diretta. Il programma della visita prosegue al porto di Rimini con la celebrazione della Santa Messa.

«La pace è custodita e diffusa da persone che amano incontrarsi e non temono di confrontarsi», ha detto il papa prendendo la parola. «Papa Francesco con l'Enciclica Fratelli tutti ci ha insegnato a coltivare l'amicizia sociale, che rappresenta il volto pubblico, dinamico e concreto della fraternità», ha aggiunto il Pontefice. «Prima di confini, definizioni e istituzioni ci sono sempre le persone. Questa consapevolezza è al cuore del cristianesimo», ha detto. Sottolineando che Cl non ha fatto del Meeting «una sorta di enclave: al contrario, esso è diventato un crocevia per la Chiesa e per la società, un incontro che moltiplica gli incontri e ispira nuovi cammini. Ringraziamo il Signore per questa eredità viva, che vi dà una grande responsabilità storica, nella comunione più grande della Chiesa, a servizio di un'umanità che ha fame e sete di giustizia».

«Liberiamo la convivenza dal sospetto, la cultura dalla prepotenza, l'educazione dall'ideologia, il lavoro dall'idolatria del profitto, la tecnologia e la finanza dai business della morte», ha poi detto il papa in uno dei passaggi più intensi del suo discorso. «Smascheriamo i rapporti di potere ingiusti, alla radice di povertà e diseguaglianze, della guerra e dei disastri ambientali. Disarmiamo lo sviluppo tecnologico quando si fa pervasivo e distruttivo. Occorrono pionieri coraggiosi, che comincino dalla propria inversione di rotta a rendere convincente e credibile la conversione richiesta a tutti».

Inoltre, il pontefice è tornato a rivolgersi ai giovani del Meeting: «Cari giovani, siete tanti qui, parecchi come volontari. Siete segno che il futuro è una promessa, non una minaccia! Molti non lo credono più, sia fra gli adulti, sia fra i giovani. Silenziosamente, però, “l'amor che move il sole e l'altre stelle” sospinge ancora alla speranza». «L'ho avvertito intensamente fra i vostri coetanei in Libano, in Africa e in Spagna. L'amore muove, urge, risveglia dal torpore, suscita nuove vocazioni e chiama a rischiare. Mettetevi in gioco! Apritevi a una vera cattolicità, allargando i vostri legami oltre ogni appartenenza troppo ristretta – ha proseguito – . Il Movimento, i gruppi, le comunità siano un trampolino da cui tuffarvi nell'intera realtà. Contrastate ciò che vorrebbe allontanarvi da fratelli e sorelle di culture, sensibilità e provenienze diverse, specialmente dai più poveri. Uscite, invece, incontro a tutti! Ad ogni latitudine, in particolare ai margini e fra coloro che soffrono, troverete chi è già pronto a costruire la civiltà dell'amore».

Il papa a San Marino

ANSA
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In mattinata il papa ha visitato San Marino: è il terzo Pontefice nella Repubblica, dopo Giovanni Paolo II e Ratzinger. La visita cade nel centenario delle relazioni diplomatiche di San Marino con la Santa Sede. 

«Viviamo in un mondo ferito da molti conflitti – ha detto – in cui con preoccupazione si vedono aumentare violenze, chiusure, paura dell’altro. Di fronte a queste derive inquietanti, la nostra risposta non può che essere quella di camminare con ancora maggiore convinzione sulla via del Vangelo». 

Nel corso dell’incontro con la diocesi nella basilica di San Marino, il papa è tornato a parlare di pace, sottolineando «l'importanza e la valenza profetica di alcune esperienze di sostegno vicendevole e di vicinanza con cui, nelle zone più interne di questo territorio, le piccole comunità affrontano i problemi legati allo spopolamento e alla carenza di servizi, tenendo vivo il senso di famiglia e di comunione. Queste realtà, apparentemente piccole e marginali, sono come fiammelle – ha indicato il Pontefice – a cui attingere per riaccendere e rianimare in tutti il fuoco di valori solidi, antichi e sempre attuali. Tali esperienze testimoniano il calore di quella magnifica humanitas a cui è necessario tendere, per vincere l'individualismo di una certa cultura metropolitana e consumistica, come pure altre forme di campanilismo diffidente e divisivo, e ridonare ossigeno alle nostre speranze di fraternità e di pace».

Leone XIV ha poi rivolto un messaggio ai giovani, invitandoli a tenere una «finestra aperta sull’infinito». Li ha invitati a dire no alle scelte «che possono dare qualche momento di felicità, di esaltazione, di ebbrezza, ma che non vi portano alla vera gioia di vivere». «Seguite con lo sguardo dell’anima i sentieri tracciati in voi dai desideri grandi di bellezza, di bontà e di vita che portate nel cuore. Se ne osservate attentamente i percorsi e ne ascoltate la voce, essi vi porteranno in alto, all’incontro con Dio, là dove lui vi cerca e vi aspetta, e con il suo aiuto i vostri sogni avranno la forza di incidere nella storia e migliorarla», ha detto ancora il Papa.

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