«L'espulsione è stata individuata quale misura in quel momento più appropriata, anche per la durata del divieto di ingresso a salvaguardare la sicurezza dello stato e la tutela dell'ordine pubblico che il governo pone sempre al centro della sua azione», ha detto il ministro in aula giustificandosi dell’accaduto
Il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, ha risposto in Senato ad alcune interrogazioni delle opposizioni sul caso Osama Njeem Almasri Habish, il capo della polizia giudiziaria di Tripoli arrestato e poi rilasciato nei giorni scorsi nonostante il mandato di cattura emesso dalla Corte penale internazionale per le gravi accuse a suo carico. La sua scarcerazione – decisa dalla Corte d’appello di Roma per un errore procedurale che il ministro della Giustizia Carlo Nordio non ha sanato – ha destato forti critiche non solo da parte delle opposizioni ma anche dal tribunale dell’Aia che lo accusa di crimini di guerra e crimini contro l’umanità per commessi a partire dal febbraio 2015.
In aula Piantedosi ha detto che Almasri è stato rimpatriato per il suo «profilo di pericolosità» e per ragioni di «sicurezza nazionale» e ha rimandato a settimana prossima le spiegazioni sull’arresto, gli errori procedurali e il rilascio del cittadino libico.
«A seguito della mancata convalida dell’arresto da parte della Corte d’appello di Roma, considerato che il cittadino libico era a piede libero in Italia e presentava un profilo di pericolosità sociale, come emerge dal mandato d’arresto emesso in data 18 gennaio dalla Corte penale internazionale, ho adottato un provvedimento di espulsione per motivi di sicurezza dello stato», ha detto Piantedosi. «L’espulsione che la legge attribuisce al ministro dell’Interno è stata individuata quale misura in quel momento più appropriata, anche per la durata del divieto di ingresso a salvaguardare la sicurezza dello Stato e la tutela dell’ordine pubblico che il governo pone sempre al centro della sua azione», ha aggiunto.
Tuttavia, per le opposizioni non è una giustificazione sufficiente per scarcerare un cittadino accusato di crimini gravi da parte della Corte penale internazionale, il cui statuto è stato proprio firmato a Roma. «A maggior ragione dopo le affermazioni del ministro Piantedosi oggi in Senato, è irrinunciabile che la presidente del Consiglio Meloni riferisca in prima persona e urgentemente al Parlamento sul caso Almasri Habish», ha detto il segretario di +Europa, Riccardo Magi.
E ha aggiunto: «Sarebbe tutto esilarante se non fosse gravissimo: dalla ricostruzione fornita sembrerebbe infatti che Nordio non sia stato informato e per questo sia avvenuta la scarcerazione, mentre invece Piantedosi, prontamente informato, avrebbe espulso Almasri. Tutto questo è assurdo e ridicolo: è evidente che la scarcerazione così come l’espulsione siano state determinate da una volontà politica. Meloni non ha più alternative: venga in aula ad assumersi la responsabilità davanti agli italiani, alla comunità internazionale. Lo faccia almeno per rispetto di tutte quelle persone torturate e uccise dal macellaio Almasri».
«Piantedosi, durante il question time in Senato, è stato surreale e imbarazzante: se Almasri era così pericoloso, perché è stato rimpatriato addirittura su aereo di Stato? Piantedosi non prenda in giro gli italiani e le istituzioni», ha affermato, invece, il deputato di Avs Angelo Bonelli.
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