La procura di Bergamo ha annunciato che sono in corso approfondimenti sulle dichiarazioni rese dal ministro della Salute Roberto Speranza in merito all’inchiesta sulla gestione della prima ondata Covid in Lombardia. 

«In merito alle notizie stampa apparse in data odierna circa asserite dichiarazioni non veritiere fornite a questa procura dal Ministro Roberto Speranza, si precisa che allo stato attuale non è ipotizzabile alcuna specifica constatazione – ha scritto il procuratore di Bergamo, Antonio Chiappani – Sono in corso ovviamente i doverosi approfondimenti e le valutazioni sulle dichiarazioni rese in atti da tutti i soggetti sentiti quali persone informate e sul materiale acquisito».

Come ha raccontato Domani, la fase istruttoria dell’inchiesta sulla strage di Bergamo, coordinata dal procuratore aggiunto Maria Cristina Rota, si chiuderà tra poche settimane, dopo 18 mesi di indagini in cui sono state ascoltate centinaia di persone, tra cui il ministro della Salute.

Sei persone sono state indagate per epidemia colposa e falso, dopo che i familiari delle vittime Covid in Val Seriana avevano denunciato una mala gestione. Partendo dal focolaio di coronavirus nell’ospedale di Alzano Lombardo, l’inchiesta è arrivata a coinvolgere l’intero sistema di gestione della pandemia, soprattutto per quanto riguarda il mancato aggiornamento del piano pandemico nazionale.

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Le accuse a Speranza riguardano il report dell’Oms sulla gestione italiana della prima ondata Covid, di cui Speranza sarebbe stato a conoscenza prima che venisse ritirato. Speranza ha negato davanti ai magistrati di Bergamo di essersi mai lamentato con il direttore europeo Oms, Hans Kluge, per il contenuto del report, ma le chat Whatsapp lo smentirebbero.

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