Russell Brand «sapeva da tempo che stava per succedere». A parlare è Alice, nome di fantasia, intervistata nel programma radio della Bbc Women’s Hour. È una delle quattro donne che hanno raccontato, dalle pagine del Times, di aver subìto abusi sessuali, psicologici e molestie da parte del comico e attore britannico quando era all’apice del suo successo. All’epoca, Alice aveva 16 anni.

L’inchiesta congiunta di Times, Sunday Times e Dispatches, un programma investigativo di Channel 4, è uscita sabato 16 settembre e ha ricostruito una serie di violenze che sarebbero state compiute dall’uomo in un periodo che va dal 2007 al 2013. Adesso, al clamore mediatico si unisce anche una denuncia formale.

La polizia metropolitana di Londra, che all’uscita dell’articolo aveva sollecitato le possibili vittime a farsi avanti, ha confermato infatti alla Bbc che nel pomeriggio di domenica è arrivata la denuncia per una presunta violenza sessuale che sarebbe avvenuta nel 2003 a Soho, quartiere centrale della capitale inglese.

La storia di Alice

Alice ha raccontato che Brand faceva mandare una macchina a prenderla a scuola. L’avrebbe approcciata per la prima volta in un negozio a Leicester Square, dove avrebbe passato in rassegna i suoi acquisti e, tirando fuori un vestito, le avrebbe detto «Lo indosserai al nostro appuntamento». Durante la loro relazione, durata circa tre mesi, Brand l’avrebbe violentata e avrebbe abusato di lei anche psicologicamente. 

Nel Regno Unito l’età del consenso è 16 anni e non è previsto nessun limite alla differenza d’età tra due partner: «Ora che sono sui 30 anni, guardando i sedicenni non riesco nemmeno a immaginare di poterli trovare sessualmente attraenti», ha detto Alice nell’intervista a Women’s Hour.

I fatti a cui si riferisce sarebbero avvenuti nel periodo in cui Brand lavorava nei programmi radio della Bbc, e la stessa macchina che veniva a prendere Alice sarebbe stata guidata da un autista della Bbc.

Bbc News ha chiesto un commento alla società (da cui è editorialmente indipendente, come ha sottolineato nel dare la notizia) e ha riportato un comunicato diffuso nel frattempo dal gruppo, che affermava di star esaminando con urgenza la questione.

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La chiusura con l’agente

Nel frattempo, l’agenzia che rappresentava Brand, Tavistock Wood, ha rescisso il contratto con l’attore.

Nel 2020 il co-fondatore di Tavistock Wood, Angharad Wood, sarebbe stato contattato proprio da Alice: all’epoca, il legale dell’agenzia aveva risposto in modo «aggressivo», ha ricordato la donna. Adesso Tavistock Wood ha detto a Deadline che tre anni fa «Russell Brand aveva negato con veemenza le accuse» e che ora pensano di essere stati «orribilmente ingannati» dall’uomo.

I suoi sostenitori

Avvertito in anticipo dalle testate coinvolte dell’uscita dell’inchiesta, Brand aveva pubblicato la sera del venerdì un video sul suo canale YouTube, dal titolo So, this is happening, dove negava le accuse. Ha raccontato che in quegli anni, che corrispondono a un suo periodo di grande successo e «grande promiscuità», ha avuto solo «rapporti consensuali». 

Il suo canale YouTube è spesso dedicato a smontare le notizie che escono sui giornali, e si riferisce al lavoro dei «mainstream media» che l’hanno accusato come a un «attacco coordinato» nei suoi confronti. 

Proprio per l’abitudine di Brand a condividere teorie cospirative sul suo canale, Alice ha detto alla Bbc che è come se il comico avesse passato questi anni a costruirsi un pubblico che poi diffidasse delle notizie che un giorno sarebbero uscite su di lui.

Brand ha condiviso il video su X, il vecchio Twitter, dove ha ricevuto il supporto del proprietario del social Elon Musk.

Sotto il post di Brand che sostiene ci sia una cospirazione contro di lui, Musk ha anche commentato, riferendosi ai media: «Hanno paura della concorrenza». 

Dopo l’uscita dell’inchiesta, il Times ha detto di aver ricevuto nuove segnalazioni da parte di altre donne, sempre in riferimento a violenze e abusi che sarebbero avvenuti negli stessi anni.

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