Per la Lega non basta aprire le porte della Camera ai neofascisti italiani di CasaPound o di Forza Nuova, che il 31 gennaio dovrebbero presentare una proposta di legge sulla remigrazione alla sala stampa del parlamento. Il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini, nei giorni scorsi, ha accolto al ministero il volto dei neofascisti britannici e organizzatore della manifestazione oceanica xenofoba di Londra lo scorso settembre: Tommy Robinson, all’anagrafe Stephen Yakley-Lennon.

«Un ministro della Repubblica italiana che riceve un personaggio con un curriculum criminale notevole e con amicizie a Mosca discutibili è davvero grave, è inaccettabile. Ma il ministro degli Esteri Tajani che ne pensa?», ha chiesto Nicola Fratoianni, deputato e co-leader di Alleanza Verdi e Sinistra su X.

Dal messaggio che ha scritto lo stesso Robinson su X, Salvini per lui sembra quasi una guida: «Sono onorato di aver stretto la mano a un uomo che ho guardato dall’inizio del mio attivismo, un leader senza paura, un uomo forte dell’Europa». Attraverso il continente, continua l’esponente dell’estrema destra, «abbiamo bisogno di amici» perché, scrive, «l’immigrazione, gli attacchi alla nostra cultura, all’identità, non stanno solo colpendo il Regno Unito, ma l’Europa intera».

Robinson è dichiaratamente islamofobo, razzista, simpatizzante di Vladimir Putin e dei neonazisti tedeschi. Un leader dell’estrema destra britannica, con 1,8 milioni di follower su X, che il 13 settembre ha portato in piazza oltre 100mila persone a Londra, a colpi di slogan contro le persone migranti e il sostegno a Charlie Kirk, l’attivista Maga, vicino a Donald Trump, ucciso negli Stati Uniti durante un comizio. 

È nel 2009 che ha fondato l’English Defence League, un organizzazione di estrema destra che si caratterizza per islamofobia, razzismo, omofobia e ultranazionalismo. 

Non solo. Robinson ha anche un ricco curriculum giudiziario: condannato diverse volte per frode, falsificazione del passaporto, aggressione alle forze dell’ordine e denunciato per stalking nei confronti di una giornalista. 

Storie di cui il vicepremier sarà a conoscenza, ma che non gli impediscono di condividere «l’interessane scambio di idee» avuto con l’attivista di estrema destra olandese Eva Vlaar e il britannico Robinson. Un uso di «una sede istituzionale», denuncia il Pd, «per legittimare esponenti razzisti del neofascismo internazionale».

© Riproduzione riservata