Un fascicolo in procura e ora anche un’interrogazione parlamentare. Mohamed Amin Bessioud, 25 anni, origini tunisine, è morto il 23 luglio scorso a Cosenza dopo essersi lanciato dal balcone del suo appartamento mentre era agli arresti domiciliari per droga.

Come raccontato da Domani, pochi minuti che Bessioud precipitasse dal terzo piano del suo stabile, nell’appartamento erano arrivati i Carabinieri per un controllo volto a verificare il rispetto delle prescrizioni imposte dalla misura cautelare.

La mamma del giovane, nell’immediatezza dei fatti, ha raccontato che il figlio «si sentiva oppresso dai militari, ne aveva paura» e, ancora, che le sarebbe stato «impedito» di entrare nella stanza durante il controllo. 

Non solo, dunque, la Procura della città bruzia ha aperto un fascicolo per fare luce sulla vicenda, ma anche la politica ha acceso un faro su questa storia. 

L’interrogazione

La senatrice di Alleanza Verdi Sinistra Ilaria Cucchi ha presentato un’interrogazione rivolta al ministro della Difesa Guido Crosetto. Nel documento la parlamentare chiede al numero uno del dicastero di via XX settembre se fosse a conoscenza della vicenda e, ancora, «se il comando dell'Arma dei Carabinieri abbia disposto accertamenti interni o verifiche ispettive sui fatti e quale sia lo stato dei procedimenti». 

In base a quanto è emerso Bessioud, che secondo le testimonianze raccolte ha compiuto un gesto volontario, «soffriva di una forma di depressione, e secondo quanto riferito dalla fidanzata ai giornali, il suo stato di malessere sarebbe iniziato dopo un periodo trascorso in carcere».

«La famiglia – si legge ancora nell’interrogazione – avrebbe riferito che Bessioud avesse già tentato il suicidio diverse volte. L’ultimo episodio, risalente al mese di marzo, sarebbe avvenuto in occasione di una perquisizione domiciliare, nel corso della quale, secondo quanto denunciato dai familiari, il giovane sarebbe stato trascinato sul pavimento dai carabinieri. Inoltre la famiglia avrebbe affermato che Bessioud si sentisse perseguitato da due carabinieri, uno dei quali si sarebbe accanito particolarmente contro di lui».

Da qui le richieste di Cucchi. Che vuole anche sapere se «esistano protocolli operativi specifici per la gestione di controlli e perquisizioni nei confronti di persone con accertati disturbi psichici o in condizioni di particolare vulnerabilità e quali siano i principali contenuti degli stessi». La senatrice chiede infine al ministro della Difesa «se non ritenga opportuno promuovere o rafforzare specifiche linee guida e percorsi di formazione per il personale dell'Arma chiamato a operare nei confronti di persone con disturbi psichici o in condizioni di particolare fragilità, anche al fine di prevenire eventi autolesivi e garantire il pieno rispetto della dignità e dell'integrità della persona». 

Sempre da quanto emerso il 25enne, studente all’Università della Calabria e un passato da calciatore, aveva intrapreso un percorso di assistenza nel centro di salute mentale e il SerD della sua città. 

Gli accertamenti continuano. 

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