Il nuovo report di Case (Coalition Against SLAPPs in Europe) e della Fondazione Daphne Caruana Galizia rileva che il numero delle azioni legali infondate che hanno lo scopo di intimidire e censurare chi osa indagare sui potenti o esprimere opinioni scomode continua ad aumentare in tutta Europa. Un trend che preoccupa nonostante nel nel 2024 sia stata approvata la Direttiva europea contro le Slapp che, entro maggio del 2026, tutti i paesi dell'Ue dovranno recepire.

 Su un totale di 167 azioni legali temerarie mappate nel 2024 (nel 2023 erano 166), è proprio l'Italia, per il secondo anno consecutivo, ad aver registrato il numero più alto di Slapp (21), seguita subito dopo dalla Germania (20).

«Per il secondo anno consecutivo il report della coalizione europea contro le Slapp sancisce il primato del nostro Paese per numero di azione vessatorie. Un abuso del sistema giudiziario che mette a tacere giornaliste e attivisti che osano criticare i potenti di turno, politici e persone nel mondo degli affari», dichiara Sielke Kelner, coordinatrice del gruppo di lavoro italiano di Case.

«Molestie legali che inibendo il dibattito pubblico e l'accesso all'informazione dei cittadini, costituiscono un attacco alla libertà di espressione, indebolendo il sistema democratico. Una trasposizione efficace della Direttiva UE anti-Slapp deve includere i casi di natura nazionale e applicarsi a tutti gli ambiti procedurali, assicurando inoltre compensazioni adeguate a chi viene colpito da Slapp», aggiunge Kelner.

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