Ombre a San Siro. Nell’inchiesta sulla vendita dello stadio, coordinata dai pm Giovanna Cavalleri, Paolo Filippini e Giovanni Polizzi ed affidata ai militari del Nucleo di Polizia Economico Finanziaria della Guardia di finanza di Milano, ci sono nove indagati, accusati di turbativa d'asta e rivelazione del segreto di ufficio.

I reati sono contestati, oltre agli ex assessori comunali Giancarlo Tancredi e Ada De Cesaris e a ex manager e consulenti di Inter e Milan, anche a Simona Collarini, ex responsabile del settore Rigenerazione urbana del Comune ed allora responsabile unico del procedimento sullo stadio, e a Fabrizio Grena e Marta Spaini, rispettivamente consulenti di Inter e Milan.

Al momento sono in corso perquisizioni. L’inchiesta è stata aperta in seguito a una serie di esposti arrivati in procura, tra cui quello firmato dall'ex vicesindaco Luigi Corbani e dal promoter musicale Claudio Trotta, tra i fondatori del comitato Sì Meazza.
L'ipotesi da verificare è che la vendita del Meazza a Inter e Milan, per cui il Comune ha incassato 197 milioni di euro, sia stata un'operazione che possa aver favorito gli interessi privati a scapito dell'interesse pubblico. Il sospetto è che sia stata "usata" la legge sugli stadi per sostenere il progetto di urbanizzazione dell'area e quindi di determinate società costruttrici.

Risultano indagati anche il dg di Palazzo Marino Christian Malangone, l'ex manager dell'Inter Mark Van Huukslot e il presidente di Sport Life City, controllata dal Milan, Giuseppe Bonomi, anche ex advisor del club rossonero sullo stadio, nonché il manager dell’Inter, l’amministratore delegato 2018-2025 Alessandro Antonello.

In particolare, negli atti giudiziari a emergere è riportata una chat tra l’archistar Stefano Boeri e il sindaco Giuseppe Sala. Il primo avvertiva «in amicizia» il primo cittadino «che sull'operazione San Siro stavano prevalendo gli interessi privati a scapito di quelli pubblici». Il messaggio è del 10 settembre 2019. «Attenzione che si crea un grave precedente di sostituzione di interessi privati e decisioni private ai criteri di informazione e scelta – del Comune - basati sull'interesse collettivo. Beppe per me il caso è chiuso, perdere concorsi è del tutto normale... ma ti segnalo che qui la cosa è diversa», concludeva Boeri scrivendo a Sala.

Nel decreto, inoltre, si fa riferimento ad «accordi informali e collusioni» tra gli stessi indagati in riferimento al «procedimento amministrativo diretto alla alienazione/valorizzazione della Grande Funzione Urbana (GFU) "San Siro" sviluppatosi nel corso degli anni (approssimativamente tra il 2017 e il 2025)». Ma anche a «collusioni consistite in costanti interlocuzioni informali e scambi di informazioni non trasparenti e indebiti». Tra le altre cose gli indagati avrebbero «condiviso tra loro, in più occasioni, bozze di delibere in modo da concordarne il contenuto prima che fossero portate all'attenzione della Giunta Comunale per la discussione e approvazione».

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