Quel «non escludo» di Antonio Tajani si è trasformato presto in una allerta del vicepremier del governo Meloni su possibili interferenze russe nel venturo voto italiano. 

«Interferenze» sulle future elezioni

Il caso è esploso mentre i ministri degli Esteri dei 27 Stati membri arrivavano al Consiglio Ue informale in Irlanda, Paese che ha la presidenza di turno dell’Ue, nelle ore di alta tensione tra Europa e Russia: ieri il governo tedesco ha puntato il dito contro Mosca, alla quale ha attribuito l’attacco via droni all’aeroporto di Lipsia di inizio agosto, e in concomitanza con quel j’accuse di Berlino anche i leader europei come Tusk, Macron e Meloni hanno preso posizione. La presidente di Commissione europea aveva anche preannunciato che si sarebbe confrontata oggi col segretario Nato Mark Rutte, e che l’Ue – i ministri degli Esteri – avrebbe dato seguito all’impulso tedesco per ulteriori sanzioni anti Russia.

Dunque con questo contesto sullo sfondo, «non escludo che possano esserci tentativi da parte della Russia di interferire nella vita democratica dei paesi dell'Unione europea», ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani al suo arrivo al Consiglio Ue informale in Irlanda. A far discutere è soprattutto l’ulteriore constatazione del vicepremier Tajani: «La questione è generale, riguarda tutta l'Ue, ma non è da escludere che possano esserci tentativi di condizionare le elezioni nei Paesi dove si vota. Questo sono convinto che possa accadere, perciò bisogna intervenire in anticipo».

«Sarebbe veramente inaccettabile, se ne è già parlato in più di un'occasione. Bisogna vigilare, bisogna impedire che ci siano queste azioni da parte di un Paese con il quale noi non siamo in guerra, ma che sta attaccando l'Europa soltanto perché l'Europa difende il diritto internazionale e difende il diritto dell'Ucraina a non essere occupata dalle forze armate russe. Noi non siamo in guerra con la Federazione Russa, però respingiamo gli attacchi politici. Anche il tentativo che è emerso anche durante il referendum in Spagna sulla questione della Catalogna: c'è stata sempre un'azione russa per cercare, attraverso fake news e immagini non rispondenti alla verità, di condizionare la volontà dei cittadini. Questo non è escluso che possa ripetersi: non è escluso che usino tutti gli strumenti per indebolire la posizione dell'Unione europea».

Il caso Vannacci

Tajani è stato stuzzicato dai cronisti su possibili interferenze già in atto: nelle stesse ore in cui il ministro degli Esteri nostrano faceva il suo ingresso nel consesso Ue, il Financial Times pubblicava un articolo con la foto di Roberto Vannacci in testa e il titolo «Russia’s ‘Trojan horse’ in Italy tests Giorgia Meloni» («Il “cavallo di Troia” della Russia in Italia mette alla prova Giorgia Meloni»).

La testata cita un allineamento di narrativa tra il fondatore di Futuro nazionale e Mosca («Kremlin-aligned talking points»), tra i quali «l’invito a far ripartire affari e commerci con la Russia», i quali a detta del FT «minacciano di complicare la campagna di Meloni per la sua rielezione, facendo leva sui moti profondi di pacifismo in Italia, sullo scontento economico e l’affinità con Mosca».

Dunque mentre il vicepremier teme interferenze con Mosca, esse sono in realtà già attive?, è la questione che gli viene sollevata. «Il Financial Times può scrivere quello che vuole, bisogna sempre poi provare quello che si dice. Mi auguro che questo sia assolutamente falso», risponde Tajani. 

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