Tutte le notizie di oggi, 22 ottobre: dall’incidente sul set del film Rust, in cui l’attore Alec Baldwin ha ucciso una persona, alla difesa di Taiwan da parte del presidente Joe Biden, fino alle linee guida sullo smart working nella pubblica amministrazione.

Superlega, il governo si schiera al fianco della Uefa

Il governo italiano ha deciso di costituirsi a difesa dell’Uefa nel giudizio sulla Superlega incardinato presso la Corte di giustizia europea. La notizia viene direttamente da palazzo Chigi, ma anche in Europa è in programma una seduta del Parlamento europeo sul tema. La Superlega è stata lanciata lo scorso aprile da diversi club, tra cui Manchester United, Manchester City, Arsenal, Chelsea, Liverpool, Tottenham Real Madrid, Barcellona, Atletico Madrid, Juventus, Inter e Milan.

Nasce come una competizione parallela ai tornei europei (Champions ed Europa League) a cui avrebbero partecipato 20 squadre (15 squadre fisse e cinque ammesse sulla base dei risultati sportivi). Un progetto ambizioso nato con l’idea di ingrassare le casse dei club fondatori, ma che è durato poche ore: i tifosi, in particolare quelli dei club inglesi coinvolti, hanno indetto manifestazioni di protesta contro la dirigenza dei loro club, costringendoli a fare dietro front.

Anche l’Uefa si è schierata duramente contro le squadre promotrici del progetto, minacciando una loro esclusione dalle competizioni europee già attive. Non tutti però hanno rinunciato al progetto: Real Madrid e Juventus sperano che non sia del tutto naufragato. Ma ora anche i governi nazionali e le istituzioni europee vogliono tutelare il calcio internazionale, come dimostrato dalla nota rilasciata dal governo.

Dopo il Consiglio europeo Draghi parla in conferenza stampa

Il presidente del Consiglio, Mario Draghi, è intervenuto in conferenza stampa al termine del Consiglio europeo di Bruxelles. «La discussione è stata più lunga del previsto. Si era immaginato come un Consiglio di transizione, si è rivelato un Consiglio importante e con discussioni complesse», ha detto il premier.

Sulla questione energetica «siamo stati espliciti: bisogna cominciare a preparare ipotesi da subito per uno stoccaggio integrato per quanto riguarda le scorte strategiche e fare un inventario delle varie riserve disponibili nei paesi per proteggere in egual misura i paesi Ue. Serve una risposta strutturale di lungo periodo», ha spiegato il presidente del Consiglio. «È difficile», ha poi detto Draghi, «rinunciare al gas immediatamente. Ma è chiaro che il punto d’arrivo sono le rinnovabili». 

Aborto, la Corte suprema non blocca la legge texana

La Corte suprema degli Stati Uniti non bloccherà subito la legge che in Texas vieta la quasi totalità delle interruzioni volontarie di gravidanza, ma ha accettato di ascoltare gli interventi delle parti il 1° novembre. I giudici hanno annunciato che decideranno se il governo federale abbia il diritto di opporsi alla legge.

Per il momento, resta quindi in vigore la legge che, secondo le cliniche, ha portato alla riduzione dell’80 per cento delle interruzioni di gravidanza nello stato, costringendo molte donne a ricorrere agli interventi fuori dal confine. La legge vieta di abortire dopo che viene rilevata attività cardiaca del feto, di solito intorno alle sei settimane di gravidanza. La decisione della Corte ha suscitato critiche tra i manifestanti pro aborto.

Lussemburgo, legalizzata la coltivazione della cannabis

Il Lussemburgo sarà il primo paese in Europa a legalizzare la produzione e il consumo di marijuana, per contrastare il mercato illegale. Il governo ha annunciato che i maggiorenni potranno coltivare fino a quattro piante di cannabis nelle loro case o nei giardini per uso personale.

Verrà mantenuto il divieto di consumo in pubblico e di trasporto della cannabis, ma il consumo e il trasporto di una quantità inferiore ai tre grammi non sarà più considerato reato, bensì semplice illecito. Fuori dall’Europa Canada, Uruguay e 11 stati Usa hanno legalizzato l’uso personale della cannabis.

L’Italia tratta con Intel per la costruzione di una fabbrica

L’Italia sta preparando un’offerta per convincere Intel a investire miliardi di euro in un impianto avanzato per la produzione di chip in Italia. A dare la notizia è l’agenzia Reuters, secondo cui gli impianti farebbero parte di un’iniziativa del gruppo statunitense per costruire capacità produttive all’avanguardia in Europa.

Secondo le prime stime, l’investimento varrebbe più di 4 miliardi di euro e la fabbrica creerebbe più di 1.000 posti di lavoro. I siti potenziali includono l’area Mirafiori di Torino, sede italiana della casa automobilistica Stellantis, e Catania, dove già opera il produttore di chip italo-francese STMicroelectronics.

Smart working, le linee guida per la Pa

Il ministro della Pubblica amministrazione, Renato Brunetta, ha presentato venerdì ai sindacati le linee guida per lo smart working. I lavoratori dell’amministrazione pubblica che vogliono lavorare da casa dovranno garantire servizi invariati, ma anche «un’adeguata rotazione del personale autorizzato alla prestazione di lavoro agile, assicurando comunque la prevalenza per ciascun lavoratore del lavoro in presenza».

I dipendenti pubblici, inoltre, non potranno utilizzare la propria rete internet domestica: «Per accedere alle applicazioni del proprio ente può essere utilizzata esclusivamente la connessione internet fornita dal datore di lavoro», si legge nelle linee guida. Così come si prevede per il lavoro in presenza, anche in smart working il lavoratori avranno diritto a un periodo di riposo consecutivo giornaliero non inferiore a 11 ore per il recupero delle energie.

Siae, pubblicati online i dati

Il gruppo hacker Everest ha pubblicato online parte dei dati sottratti alla Siae: 1,58 gigabyte di documenti possono essere scaricati dalla loro pagina. Il gruppo ha anche postato un messaggio, rivolto agli agenti degli autori e cantanti a cui sono stati rubati dati sensibili: «Questi sono i dati dei clienti della Società italiana degli autori ed editori, documenti finanziari e altri documenti molto importanti. Un numero enorme di passaporti, patenti di guida, documenti di pagamento, conti bancari, carte di credito e altri dati utente. La società non ha concluso un accordo: il prezzo per tutti i dati è di 500mila dollari». 

Roma, confiscate villette dei Casamonica

Venerdì mattina i carabinieri sono intervenuti a Roma, in via Caldopiano, per sgomberare un complesso residenziale di circa 3mila metri quadrati, comprendente due villette unifamiliari e una villetta bifamiliare, riconducibile ai Casamonica.

Gli immobili erano stati confiscati anni fa a Gelsomina Di Silvio, ex convivente di Ferruccio Casamonica, e ai suoi tre figli. Per le operazioni di sgombero hanno operato circa 50 carabinieri e agenti della polizia locale di Roma Capitale che hanno anche attivato i servizi sociali per alcuni degli occupanti sine titulo.

«La liberazione degli immobili di via Caldopiano appartenenti alla famiglia Casamonica è una notizia importantissima per il VII Municipio e per tutta Roma», ha scritto su Facebook il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri. «Rivolgo un plauso per questo intervento che contribuisce a ripristinare la presenza dello stato in un territorio infiltrato dalla criminalità e a riaffermare la legalità».

Tigray, volo Onu non riesce ad atterrare

I raid aerei dell’esercito etiope nel Tigray hanno impedito a un volo umanitario delle Nazioni Unite di atterrare nella capitale della provincia. Sono stati due operatori umanitari a dare la notizia, mentre il governo etiope ha confermato che le autorità sapevano dell’arrivo dell’aereo.

Il presidente dell’Etiopia, Abiy Ahmed, negli ultimi mesi ha accusato i gruppi umanitari di aver gonfiato la portata della crisi nella regione, dove è in corso un conflitto fra l’esercito etiope e il Fronte di liberazione popolare del Tigray. Addis Abeba ha anche espulso dal paese sette membri dell’Onu, che intanto ha accusato il governo di aver imposto un «blocco umanitario de facto» sul Tigray, dove già 400mila persone vivono in carestia.

Trieste, è stato annullato il corteo No-green pass

Il Coordinamento 15 ottobre ha annullato il corteo No-green pass che era previsto venerdì, ma a Trieste l’attenzione rimane ai massimi livelli per il possibile arrivo di manifestanti: si ipotizza possano giungere in città migliaia di persone. La situazione in piazza Unità è al momento tranquilla: sono presenti pochi manifestanti, diversi giornalisti e la polizia. I varchi di accesso a Trieste sono presidiati dalle forze dell’ordine, così come la stazione ferroviaria e altri punti sensibili della città.

A spiegare le ragioni del cambio di rotta è stato Stefano Puzzer, già coordinatore del sindacato dei portuali Clp e ora portavoce del movimento che riunisce diverse categorie di lavoratori: «Stanno venendo a Trieste centinaia e centinaia di persone che vogliono rovinare il nostro obiettivo. Non venite, rimanete a casa vostra. È una trappola grande e grossa, non ci caschiamo», ha detto Puzzer in un messaggio sui social.

Baldwin spara sul set e uccide direttrice della fotografia

L’attore americano Alec Baldwin ha ucciso la direttrice della fotografia e ferito gravemente il regista sul set del film western Rust, sparando con un’arma di scena mentre girava la sequenza di una sparatoria. L’incidente è avvenuto vicino a Santa Fe, in New Mexico. Halyna Hutchins è stata trasportata in elicottero al New Mexico Hospital, dove è morta, mentre il regista Joel Souza è al momento ricoverato in terapia intensiva. Le sue condizioni sono critiche.

Covid in Italia, i dati della settimana

Nell’ultima settimana, l’incidenza dei casi di Covid è risalita lievemente a livello nazionale, con 34 casi per 100mila abitanti, rispetto al valore di 29 su 100mila registrato nei sette giorni precedenti. Lo ha rilevato il monitoraggio settimanale dell’Istituto superiore di sanità. Il valore nazionale si trova sotto la soglia di 50 casi ogni 100mila, che consente il tracciamento efficace. Le regioni dove c’è un’incidenza più elevata sono la provincia autonoma di Bolzano, il Friuli-Venezia Giulia e il Veneto. 

Biden ribadisce la difesa di Taiwan

Il presidente degli Stati Uniti, Joe Biden, ha ribadito che gli Usa sarebbero impegnati nella difesa di Taiwan in caso di un attacco da parte della Cina, che considera l’isola una sua proprietà. «Sì, ci siamo impegnati a farlo», ha detto Biden rispondendo a una domanda durante una trasmissione su Cnn. La Casa Bianca ha poi ripetuto ai giornalisti che la politica degli Stati Uniti nei confronti di Taiwan non è cambiata. Già ad agosto, Biden aveva parlato di un «impegno sacro» preso dagli Usa nei confronti degli alleati della Nato in Europa e Canada: «Lo stesso vale per il Giappone, la Corea del Sud e Taiwan».

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