«Chi entra nell’Orchestra, che ha come divisa una maglietta rossa per ricordare Alan Kurdi il bambino naufragato sulla spiaggia turca, lo fa per tanti motivi: svago, ricerca di un riconoscimento, o desiderio di suonare. Per qualcuno può essere cura e sopravvivenza» spiega Salvatore Inguì
«Siamo un po’ africani e richiedenti asilo. Un po’ ex detenuti. Un po’ ex, e non solo ex, da reparto psichiatrico. Siamo musulmani, cristiani, buddisti. Siamo persone diverse con diverse diversità e mentalità. Veniamo dalla Nigeria, da Sappusi, dal Burkina Faso, abbiamo dagli 8 ai 70 anni e siamo persone che in comune non abbiamo niente, ma, proprio per questo, ciò che vogliamo fare non è parlare di pace ma è provare ad essere esperienza di pace». È una giornata di sole a Marsala. Qualche nuvola