A dieci anni dal terremoto, oltre 50 persone in cammino nelle Terre Mutate, da Fabriano all’Aquila. «Porta con l’attenzione e il rispetto a essere altoparlanti di territori sospesi. Un seme che germoglia»
Finché ci sono le macerie, c’è memoria. Poi, una volta rimosse, rimane il vuoto, fisico e sociale. «Le pietre legano le persone, sai che là sotto c’è qualcosa di tuo. Sai che c’è la tua storia, c’è un pezzo che ogni tanto emerge». Francesco Senatore è uno degli oltre cinquanta camminatori e camminatrici che hanno deciso di partecipare alla carovana che, a dieci anni dal sisma nell’Appennino centrale, fino a venerdì ha percorso, con il supporto di ActionAid, il Cammino nelle Terre Mutate. Da Fabr