Il Miur ha sottoscritto un protocollo con la Camera penale di Catanzaro, che riguarda gli istituti superiori della città e dove gli osservatori organizzeranno «campagne pubblicitarie e sloga che mettano in luce, per la comunità tutta, le ragioni del Sì al referendum della giustizia». Per contro, l’Unione camere penali evidenzia che in un evento del 18 ottobre scorso le classi erano state invitate a una giornata della Giustizia, durante il quale è stato presentato il comitato per il No
I ragazzi degli istituti superiori di Catanzaro seguiranno incontri formativi sui principi costituzionali, simuleranno un processo e dibatteranno sulla separazione delle carriere. Inoltre, gli osservatori organizzeranno «campagne pubblicitarie e sloga che mettano in luce, per la comunità tutta, le ragioni del Sì al referendum della giustizia».
Questo recita un incredibile progetto di iniziative didattiche sottoscritto dall’Osservatorio Miur e dalla Camera penale di Catanzaro insieme all’Osservatorio Giovani. Sulla carta si tratta di un protocollo «per fornire agli studenti un’informazione corretta sui valori costituzionali che regolano il sistema penale», nei fatti rischia di essere un ciclo di incontri molto orientanti in vista del referendum sulla giustizia.
Nel programma, infatti, sono previsti incontri formativi concordati con i dirigenti scolastici per la durata complessiva di 4 ore, al termine dei quali gli studenti potranno partecipare a una udienza penale.
Il primo incontro riguarderà il processo e il suo funzionamento, durante il secondo incontro invece gli operatori parleranno di giusto processo, contraddittorio tra le parti e ci sarà la simulazione di un processo.
Al termine, si svolgerà un laboratorio per la redazione di un articolo di giornale o un tema. Peculiare come l’Istituto Salesiano (uno di quelli che partecipa al progetto) abbia scelto questo titolo per l’elaborato: «Separazione delle carriere e giustizia, tutela dei diritti e imparzialità del giudice». I lavori prodotti – si legge nell’avviso inviato alle famiglie – «saranno valutati e i migliori saranno pubblicati sul sito ufficiale della Camera penale».
Del resto che si tratti di eventi molto orientati, lo dice a a chiare lettere lo stesso programma, che alla fine fa riferimento esplicito a «slogan che mettano in luce le ragioni del Sì», sostenute appunto dalla Camera penale ed evidentemente anche dal Ministero dell’Istruzione, che ritiene di farne propaganda dentro le scuole, tra i ragazzi delle ultime tre classi di superiori.
Il programma sta girando di chat in chat e ha provocato la rabbia di molti magistrati, anche perché risulta che il ministero non abbia rinnovato la convenzione con l’Associazione nazionale magistrati per le conversazioni sulla legalità con gli studenti.
Il problema riguarda infatti in particolare il ministero dell’Istruzione, come sottolinea il presidente del comitato per il No al referendum, Enrico Grosso: «Ci aspettiamo un chiarimento dal ministero dell’Istruzione», «se confermato, si tratterebbe di un uso proprietario della scuola pubblica, che metterebbe in discussione le regole democratiche a partire proprio dalle loro fondamenta».
Il comunicato Anm
«Anche noi, giudici e pm, avremmo partecipato con vivo entusiasmo, qualora coinvolti, agli incontri preparatori dell’elaborato», si legge in un duro comunicato dell’Anm del distretto di Catanzaro con riferimento all’attività nell’istituto Salesiano. «La formazione degli alunni su un tema così cruciale impone ancora più il rispetto del pluralismo delle idee e reclama il necessario contributo di tutti gli attori della giurisdizione».
E conclude, «auspichiamo che la curiosità che anima i giovani allievi li spinga a cercare anche altrove esperienze di confronto e crescita personale; invitiamo il Miur e le istituzioni scolastiche ad assicurare sempre il pieno rispetto dei principi del pluralismo e della libertà di opinione nella formazione degli studenti».
L’obiezione delle Camere penali
Per contro, viene fatto notare dall’Unione camere penali italiane, anche l’Ufficio scolastico reginale per la Campania ha diramato agli studenti napoletani l’invito ad andare al palazzo di Giustizia ad un incontro promosso dall’Associazione nazionale magistrati della città dal titolo “la Giornata della Giustizia”, con «la Costituzione italiana filo conduttore dell’intero incontro».
L’incontro, che si è svolto il 18 ottobre 2025, però non è stato solo di dibattito su temi generali, ma alla fine – come indicato dalla locandina – è stato presentato anche il «comitato promotore per il No alla riforma costituzionale».
I piani non sono del tutto sovrapponibili: nel caso del protocollo di Catanzaro gli eventi si svolgono in classe, in quello di Napoli alle classi è stato rivolto l’invito a partecipare a un evento in tribunale.
Anche in Veneto esiste un protocollo d’intesa tra il tribunale di Verona, l’Anm locale e il dirigente provinciale che permette eventi nelle scuole per «promuovere la cultura della legalità» da parte dei magistrati, con anche laboratori didattici. Tra gli obiettivi indicati dal progetto per i lavoratori, c’è anche un punto in cui si parla di «approfondire i temi della paventata riforma costituzionale della magistratura». Un’indicazione chiara sull’orientamento di voto al referendum non c’è (all’epoca della firma la riforma non era ancora stata approvata), ma oggi l’Anm è schierata per il no.
Tuttavia la sintesi, se esiste, è una: anche la scuola è terreno di campagna elettorale.
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