Il sindacato delle toghe ha scelto il successore di Cesare Parodi, che si è dimesso dopo il referendum per ragioni familiari ma rimarrà nella giunta. Tango, giudice del lavoro a Palermo, è stato eletto con 31 voti a favore e una scheda bianca
Il nuovo presidente dell’Anm è Giuseppe Tango, giudice del lavoro di Palermo e il più votato di Magistratura indipendente alle elezioni del gennaio 2025.
Sarà lui il successore del dimissionario Cesare Parodi, che ha lasciato la guida del sindacato delle toghe dopo il referendum per ragioni personali, ma è rimasto in giunta.
Durante il comitato centrale dell’Anm, l’ormai ex presidente ha detto che «la vittoria ha riacceso la luce ma non ha ripulito la stanza» e «abbiamo avuto un'apertura di credito e dobbiamo meritarla».
Ora tocca a Tango, che è stato scelto dopo un pomeriggio di dubbi. Inizialmente sembrava che Mi, cui spettava l’indicazione del nome (che però doveva essere condiviso) preferisse rinviare l’elezione. Invece, poi, si è proceduto al voto dopo una mezz’ora di concitazione: inizialmente Tango è stato indicato per acclamazione, poi si è proceduto al voto a scrutinio segreto che lo ha visto eletto con 31 voti e una scheda bianca.
«Mi impegnerò per non deludervi», la detto ringraziando Parodi. «Da domani ci metteremo tutti al lavoro insieme agli altri attori della giurisdizione per proporre soluzioni che possano davvero migliorare la giustizia, li viviamo quotidianamente, e riannodando, se fosse possibile, i nodi di un autentico dialogo con l'interlocutore politico», ha sottolineato, aprendo sul solco di Parodi a un confronto con il governo. Ha poi ricordato di essere il primo magistrato palermitano a diventare presidente e gli illustri magistrati di quella città. «Dobbiamo dimostrare di essere all’altezza della fiducia dei cittadini», ha concluso.
Cosa è successo
La scelta ha richiesto qualche ora di discussione. Tango aveva l’apprezzamento di tutti gli altri gruppi anche grazie al suo impegno per il No al referendum, ma Magistratura indipendente ha voluto riflettere anche sui possibili profili di Antonio D’Amato e di Gerardo Giuliano.
Da parte degli altri gruppi, tuttavia, c’è stata l’indicazione di preferenza di «un candidato che si sia impegnato a fondo nella campagna per il no», fanno sapere fonti interne all’assemblea.
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